di Anna Rita Fontana

Lungamente applaudito al Teatro Musco di Gravina, si è ben destreggiato il pianista pisano Simone Gragnani, tra atmosfere di vibrante romanticismo e solidità di impianto classico. Sfoderando una tecnica grintosa e un’ indole moderatamente estroversa , veniva accolto da un’attenta platea nel dodicesimo appuntamento della XII stagione Classica Internazionale, sotto la direzione artistica di Giulia Gangi. Docente di pianoforte principale al Conservatorio Statale di Alessandria “Antonio Vivaldi”, il pianista non ha lesinato interesse per i grandi della letteratura pianistica, affrontando in incipit le difficoltà del maestro di Bonn, con la Sonata op. 53 ( Aurora o Waldsteinsonate) del 1805,di Ludwig van Beethoven. Ed ecco le corposità tematiche tra luci ed ombre fin dall’ Allegro con brio, in un esemplare dal corpus delle 32 Sonate che compendiano la vita travagliata del musicista, già orientato verso quella libertà formale che ne farà il prototipo del libero professionista, a cui guarderanno le generazioni future. DA SINISTRA MATTEO COSTA, GIULIA GANGI SIMONE GRAGNANI E EMANUELE CASALE

Gragnani ha fruito senza riserve della sua spiccata agilità affiancata da un suono nitido, che ci ha condotto poi sul versante della creatività romantica tra le righe appassionate della Wanderer Fantasie di Franz Schubert. Il clima di freschezza esecutiva ci ha espresso l’intento del titolo “viaggio nel romanticismo”, mai facile né scontato, che Gragnani ha portato avanti con sensibile equilibrio e misure interpretative oculate, aprendosi anche a stacchi di lirismo espressivo. E proseguendo l’excursus nel dettato del musicista di Varsavia ( con un bis a fine serata) attraverso la Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35 di Fryderyk Chopin che ingloba la nota “Marche funebre”, cui ha fatto seguito un azzeccato Finale turbinoso. Esiti di particolare intensità accordale sono stati raggiunti dal pianista nell’imponente Chaccone in re minore di Johann Sebastian Bach nella revisione di Ferruccio Busoni, articolandone con efficacia le geometrie imperiture del maestro di Eisenach.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi