Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Papa Francesco, sono un dipendente a Catania della Micron (multinazionale americana di semiconduttori), ho 53 anni, sono sposato, ho 2 figli (Olga e Sergio), cattolico praticante, sono impegnato in diversi gruppi e movimenti naturalistici in Italia. Dopo quasi 30 anni di lavoro nell’Etna Valley, mi ritrovo tra quegli esuberi dichiarati non ricollegabili e completerò la mia attività lavorativa il 30 giugno p.v.

Provengo dalla STMicroelectronics, multinazionale italo francese con azioni del Ministero del Tesoro, cioè partecipata dello Stato. La nostra vertenza iniziata a fine gennaio 2014 è stata decisamente sofferta e tormentata e mi ha personalmente coinvolto in diverse manifestazioni di protesta, tra cui il confronto con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano davanti alla sede STMicroelectronics di Catania.

Santità, scrivo a Lei, ma contestualmente mi rivolgo ai Governanti della nostra Nazione, della nostra Regione e della nostra Città di Catania, perché l’attuale processo industriale penalizza pesantemente le qualificate professionalità, mette a dura prova la dignità dell’essere uomo quale lavoratore/lavoratrice, minimizzando la meritocrazia e per certe strane logiche di potere consolida profitti per pochi intimi. L’Etna Valley con la guida dell’ingegnere Pasquale Pistorio (già Amministratore delegato di STMicroelectronics) è stato un crogiolo di eccellenze, perché è riuscito ad ottimizzare l’innovazione tecnologica utilizzando qualificate risorse umane, ha coniugato ciò con importanti iniziative di salvaguardia ambientale, compreso lo storico rimboschimento realizzato nel 2000 presso il Monastero Benedettino G.B. Dusmet di Nicolosi, coordinato dal sottoscritto con la stretta collaborazione delle istituzioni preposte in materia Forestale. Il tempo stringe, e alcuni di noi si trovano ad un bivio: andare per un anno in cassa integrazione, ma poi? Oppure, mobilità volontaria con incentivazione… Personalmente aspirerei a riprendere a “lavorare” subito, confinando le tante sofferenze vissute in questi ultimi anni, e mettendomi al servizio del Bene Comune, animato da filiale Amore per il Creato. Attraverso il progetto Le Care Montagne che parlano di Dio, dedicato a S. Giovanni Paolo II, si è costituito il gruppo “Centro Custodia del Creato Karol Wojtyla”, che ho presentato a monsignor Giancarlo Maria Bregantini durante una nostra escursione sull’Etna. Questo Centro è fortemente sostenuto dal Centro Parchi Internazionale, guidato dal prof. Franco Tassi (storico direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo), ideatore e realizzatore fin dagli anni Settanta della famosa e antiveggente “Operazione S. Francesco”, che ha avuto grande successo riabilitando il Lupo in Italia, e dimostrando la possibilità di convivenza delle attività produttive con la natura, e diventando un vero e proprio modello di riferimento a livello internazionale.

Colgo l’occasione della Sua prossima visita a Campobasso nella diocesi di monsignor Bregantini, per chiedere la Sua Paterna Benedizione al nostro “Centro Custodia del Creato Karol Wojtyla”, affinché possa diventare uno strumento efficace per coinvolgere i giovani, attraverso un’oculata formazione. Offrendo così alle Istituzioni l’opportunità di attingere al nostro ampio bagaglio di esperienze e cognizioni, ponendo solide basi per la riconciliazione tra uomo e natura, premessa per una comune opera capace di offrire crescita culturale, motivazione ideale, inquadratura morale e futuro lavorativo.

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