di Katya Maugeri foto di Gabriele Cubeda

Durante il secondo appuntamento con Street fashion & food, la libreria Vicolo Stretto ha ospitato, ieri 25 settembre 2014, l’appuntamento “Chiacchierando di cucina” con la chef Lucia Mazzullo e il suo libro “Ciuzz the book. Quattro stagioni di cucina siciliana”.Una chiacchierata moderata in maniera brillante da una splendida Antonella Guglielmino, giornalista e direttore responsabile di Globus Magazine, la quale con domande curiose e accattivanti ha estrapolato l’essenza del libro mettendo a proprio agio l’autrice e rendendo partecipe il numeroso pubblico. Una chiacchierata tra amici, è questo il clima che si respirava piacevolmente durante l’evento.IMG_7832
Lucia Mazzullo ha presentato il testo raccontando il suo cambio di rotta professionale, dopo un percorso di studi dedicato alla Chimica, decide di studiare gastronomia, storia della gastronomia e diventare una chef.
Ha esordito affermando che “il cibo non deve essere solo bello a vedersi, ma deve essere soprattutto buono e salutare.” Un viaggio dal passato al presente che l’autrice ha raccontato attraverso le ricette siciliane raccolte nel suo testo, spiegandone le origini, i consigli, gli odori. Un libro che contiene sessanta ricette suddivise in quattro stagioni, un progetto nato nel 2010 e sviluppato da Francesco Trovato, con la collaborazione di Arianna Occhipinti che ha curato l’abbinamento dei vini.
“La stagionalità offre prodotti migliori perché le caratteristiche per la crescita di quel prodotto cambiano da stagione a stagione. Un prodotto, infatti, deve essere ecosostenibile, ovvero, deve essere sostenibile per noi e per l’ambiente. IMG_7829Noi viviamo in un tempo in cui tranquillamente distruggiamo tutto, produrre un peperone, una melanzana in una serra significa inquinare l’aria, spendere denaro ed energia. Un costo negativo per l’ambiente e di riflesso per la società” dichiara l’autrice. Lucia Mazzullo è una delle docenti del Gambero Rosso e fa parte della prestigiosa Accademia del Sapore Lagostina ed esorta i suoi allevi a impegnarsi, curando i dettagli “dobbiamo preparare  dei bei piatti che facciano stare bene, è una forma di rispetto per se stessi e per le persone che si servono”.
Un ritorno al passato utilizzando i mezzi del presente cercando di usufruire dei prodotti durante la loro stagionalità al fine da ricreare un equilibrio tra cibo sano e tradizione.
Una piacevole e gustosa degustazione di panelle  accompagnate dai vini Primaterra, prodotti nella zona di Randazzo, ha reso l’incontro un vero e proprio appuntamento tra amici.

Lucia Mazzullo ha cordialmente risposto ad alcune delle nostre domande:

– Quanto incide, nella formazione di ognuno di noi, il legame con la tradizione?IMG_7834

«Il legame con la tradizione è fondamentale perché se non sai da dove vieni non puoi darti una meta, se non conosci la tradizione, in questo caso gastronomica, effettivamente comincerai a guardare ogni ingrediente come fosse la prima volta e quindi abbandonare quello che sono stati secoli di saperi, di conoscenze, sicuramente non ti aiuta per il futuro. Amo dire ai miei alunni colui che sa cucinarsi del cibo, del buon cibo è anche più indipendente dal punto di vista mentale rispetto un altro che non lo sa fare»
– Quale pietanza in particolare ti ricorda la tradizione di famiglia?

«Sicuramente non esiste un unico piatto, ci sono piatti che sono familiari e quindi mi ricordano mio padre, mia madre, un giorno di festa. Non c’è un unico piatto»

– Quale ingrediente, non può mancare nella vista di ogni uomo?

«Il sorriso. La freschezza, la tranquillità la felicità di essere vivi e di vivere la vita».

Katya Maugeri foto di Gabriele Cubeda

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