Cos’hanno in comune Giampiero Mughini, Achille Campanile, Nicole Kidman, Elio Vittorini, Walter Chiari e Angelina Jolie? Ovviamente nulla. Anzi no, una cosa ce l’hanno in comune: il treno. Anch’io ho qualcosa da dividere con tutti loro, perché di treni nella mia vita ne ho presi parecchi. Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Venezia Giulia: girate tutte prevalentemente in carrozza. Ho letto centinaia di pagine firmate Mishima tra Mestre e Trieste e Arpino attraversando la campagna piemontese. Non sapete poi quanto diventi piacevole sfogliare Il segreto del bosco vecchio di Buzzati, tra Bergamo e Milano andata a ritorno.

A Catania un libro non l’ho mai iniziato. Semplicemente perché alla stazione non ci sono mai andato. Doppia bugia: di libri ne ho sfogliati, eccome. E una volta ci andai alla stazione, credo fosse il 2009, ma in biglietteria mi consigliarono di prendere l’autobus (andata e ritorno), altrimenti chissà a che ora sarei rincasato. Alla faccia del “patriottismo aziendale”! Dovevo andare a Messina e da lì prendere il maledetto traghetto per Villa San Giovanni. Dalla volta precedente erano passati addirittura vent’anni.

Vittorini trascorse l’infanzia passando di stazione in stazione, Nicole Kidman e Angelina Jolie (nelle finzioni cinematografiche) trovarono e ritrovano l’amore a bordo dei treni. L’una con un reduce di guerra, l’altro con un ladro di talento. Non ho mai dimenticato né il debutto registico di Sergio Rubini né la storica scenetta del sarchiapone. Se non avessero inventato l’Eurostar Roma-Milano, Mughini non avrebbe mai scritto “Sex Revolution” (ma non è detto sia un bene). Senza treni non sarebbe mai esistito nemmeno “Ma che cosa è quest’amore?” di Campanile. Sul direttissimo Roma-Napoli delle 7 antimeridiane, in galleria, accade qualcosa di particolare: s’ode il rumore di uno schiaffo. Chi l’ha dato? E chi l’ha ricevuto? Il giovane Carl’Alberto e la bella Lucy – signora dall’accento francese ma nata in Egitto – si conoscono su quel treno e si innamorano.

Non aver mai potuto incontrare la Kidman o la Jolie. Né la bella Lucy. Aver letto qualche pagina in meno. Eccetera eccetera. Protesto: questi luoghi né piacevoli né interessanti, mi devono effettivamente qualcosa.

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