Di Katya Maugeri
Durante la seconda giornata dedicata al Buk festival presso il Palazzo Platamone, il 28 settembre 2014, il giornalista Salvatore Spoto  ha presentato il suo nuovo libro“L’isola del Sacro Graal”, incontro moderato dal nostro direttore Daniele Lo Porto, il quale attraverso interessanti domande ha accompagnato l’autore durante l’intera presentazione.10578685_10205276330176022_1294597429_n
In” L’Isola del Sacro Graal”, l’autore affronta il rapporto, misterioso ed enigmatico, dei Templari con la Sicilia. L’autore spiega che la loro discesa nel Sud e in Sicilia fu concordata con il Vaticano con il fine di strappare la Sicilia agli Arabi: aveva, dunque, carattere di crociata.

Indagando per trovare la verità nel mare di leggende sui Templari,l’autore si è  imbattuto in documenti originali scoperti frugando negli archivi. Così salta fuori, tanto per citare qualche esempio, la figura di un padre che, nel concordare la dote con il fidanzato della figlia, gli confessa che ha alienato le sue proprietà destinandole ai Templari. E quello non si mostra per nulla contrariato. In una angolo di Sicilia, ricorsero alla tecnica idraulica ed alle maestranze della setta araba degli “Assassini”, per costruire un angolo di Eden da destinare al riposo in vita. Guerreggiavano gli “Infedeli” in Terra Santa e stringevano rapporti di amicizia in Sicilia? Quali furono i veri rapporti con Federico II di Svevia? Costui perché chiamò in Sicilia i Cavalieri Teutonici, a lui fedelissimi, togliendo importanti beni ai Templari per donarli a questi ultimi? download (3)
La Sicilia, all’epoca dei Templari, presenta una serie di incognite che allungano la loro ombra su molti dei misteri attuali.
La discesa dei Normanni fu avvolta non solo di sacralità ma anche di magia, perché collegata alla mitica venuta di re Artù sull’Etna.
L’Etna, dunque, come espressione del Sacro Graal.
L’indagine di Salvatore Spoto analizza aspetti particolari e di grande importanza: Re Ruggero II era un Templare? Non è solo un semplice sospetto. Indagando negli archivi siciliani, Spoto trova documenti che comprovano grandi donazioni ai Templari in sua memoria. ricostruisce, sulla grazie ai documenti d’archivio, l’ubicazione delle strutture religiose, ovvero i luoghi di dimora dei Templari. Spoto definisce non si limita ad attribuire alla figura dei templari solo il ruolo di combattenti religiosi, “non erano solo portatori di croce, dai documenti storici emerge che erano degli abili tessitori di rapporti politici”, l’aspetto prettamente templare è da ricollegarsi ad una prospettiva militaresca, ma in Sicilia il loro ruolo era di carattere amministrativo ed economico.
L’autore durante l’incontro ha interagito con il pubblico ed ha risposto alle loro domande, abbiamo chiesto quanto nella cultura siciliana odierna si possa riscontrare un’impronta di tradizione templare, Spoto ha gentilmente risposto alla domanda affermando che esiste una continuità, anche nelle tradizioni culinarie. “Qualcosa di ricorrente la troviamo sempre”conclude così il dibattito.

Leggende, realtà e mistero sono gli aspetti che affascinano ognuno di noi quando per ricerca o per diletto cerchiamo di ricavare qualche dettaglio inedito sulla figura dei templari.

Katya Maugeri

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