di Katya Maugeri

«Ma io non voglio andare fra i matti» osservò Alice.
«Bè, non hai altra scelta» disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta».
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,” disse il Gatto: «Altrimenti non saresti venuta qui».

Un mondo bizzarro, sottosopra. Una parabola che svela le assurdità e le incoerenze della vita adulta. Il non senso intersecato all’abilità linguistica. Questo è il mondo descritto dal matematico e reverendo britannico Charles Lutwidge Dodgson, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll, autore di uno dei romanzi più amati e discussi: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, pubblicato per la prima volta il 4 luglio del 1865. Era il 1862 quando l’amica Alice Liddell chiese allo scrittore di raccontarle una storia. Ebbe così inizio l’intramontabile avventura che da centocinquanta anni affascina bambini e non. Un mondo irreale in cui accadono “tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili”, Lewis Carroll a tal proposito affermò “Cos’è la vita se non un sogno?”, convinto che qualcosa di incredibile esista davvero!
1Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie  rivela aspetti più complessi della classica e diffusa convinzione che l’ingenuità infantile possa caratterizzare le vicende raccontate da Carroll escludendone una visione introspettiva e rivolta a un pubblico adulto. Nel testo ritroviamo una serie di giochi linguistici, dapprima incomprensibili che occorre decifrare con attenzione per riuscire a comprenderli appieno, le parole del testo acquistano molteplici significati, ottenendo così diverse interpretazioni non solo sulla semantica, ma anche sulle illustrazioni di John Tenniel riportate nel testo che costituiscono varie chiavi di interpretazione, dalla satira, alla psicanalisi, alla fisica quantistica, alla logica matematica, alla linguistica, rendendola un’opera polisemica.
Un romanzo sul “non senso”, quel “non senso” che abita l’animo dei bambini e che bisognerebbe tutelare, proteggere, alimentare con la curiosità, il desiderio di evasione, con la voglia di emozionarsi. Ancora. Un libro ricco di personaggi: la sorella di Alice, il Coniglio Bianco, il Topo, l’Anatra, il Dodo, il Lorichetto, l’Aquilotto, il Pappagallo, Bill la lucertola, il Bruco, il Piccione, il Valletto di Livrea, la Duchessa, il Bebè-porco, la Cuoca, il Gatto del Cheshire, la Lepre Marzolina, il Cappellaio Matto, il Ghiro, le Carte, il Re e la Regina di Cuori, il Grifone e la Finta Tartaruga, i personaggi di Carroll sono privi di un’individualità definita e vengono presentati con pochi tratti psicologici costanti che conducono il lettore in assurde situazioni, la corsa del Coniglio Bianco, il non compleanno del Cappellaio, momenti indimenticabili che rimangono nell’immaginario collettivo, ai quali ci si lega inevitabilmente. Alle avventure di Alice, Carroll darà un seguito nel 1871 con Attraverso lo specchio, in questo romanzo i personaggi, che nell’opera precedente erano carte da gioco, diventano invece pezzi del gioco degli scacchi ed il loro comportamento è determinato dalle regole della partita, ma si colora di originalissimi toni comici. I mondi creati da Carroll, si fondano su regole che, pur lasciando scettici i comuni lettori, hanno una loro logica che sembra avvalorare il sospetto che in realtà la natura stessa del concetto di regola possa essere una elevata forma di incoerenza. Ecco perché, una regola non può essere assoluta, poiché ogni mondo ha il suo ordine e la sua logica. Vari dibattiti sono sorti sul valore educativo dell’opera, c’è chi sostiene che Alice non abbia tematiche educative e che la storia vada avanti solo per inerzia, ma Alice è una bambina che riesce a sconfiggere i propri turbamenti, che si adatta alla convivenza con esseri decisamente diversi da lei. 4-224x300Un processo di apprendimento, di formazione, dalla quale si evince la crescita della protagonista. Alice contrasta, accetta, sceglie, prende le proprie decisioni, è una bambina che sa perfettamente cosa vuole e non teme di seguire percorsi sconosciuti pur di raggiungere l’obiettivo prefissato, ben lontana da quel mondo “adulto” che – come un filtro – impedisce le proprie scelte. In uno spazio indefinito – raccontato magistralmente da Carroll – Alice viene scambiata per un fiore, un animale, un minerale, un mostro favoloso; nel bosco perde la direzione del suo percorso e poi la ritrova. Numerosi i paradossi che ritroviamo durante la lettura, le indicazioni geografiche e paesaggistiche sono vaghe, come se fosse compito del lettore attribuirne i dettagli, l’autore offre infatti pochissimi tratti: una distesa verde in cui Alice si addormenta, i giardini con diverse specie di fiori, il colore è usato con moderazione: il rosso, l’azzurro, il bianco, il rosa, il verde sono gli unici colori presenti nella tavolozza di Carroll. Inoltre, il tempo è personificato: con il tempo si riesce a parlare, contrattare e gareggiare, proprio come se avessimo un personaggio in carne ed ossa. Il linguaggio utilizzato da Carroll è ricco di proverbi, filastrocche, canzoni ermetiche e ricche di sfumature, così da rendere il paese da lui descritto caotico e colorato, anarchico e liberatorio con l’abilità di confondere – attraverso contraddizioni deliziose – tutti i contorni, rimanendo sempre enigmatico ed affascinante. Alice diventa quindi la bambina che non sogna di essere salvata, ma che ama cercare da sé il proprio percorso, anche a costo di perdersi. Nessun castello incantato, nessuna torre, nessun cavallo bianco, nessuna treccia bionda da usare come corda, nessun principe da baciare. alice

Solo bizzarri personaggi che si alternano e che come da un cappello a cilindro popolano il suo mondo! Alice costruisce il suo racconto atipico e pieno di contraddizioni, allontanandosi dalle fiabe borghesi, mettendo a confronto la giovane Anima junghiana in lei con l’Ombra rappresentata da una regina indecisa e bizzarra, affascinata morbosamente dal rosso del sangue e desiderosa di voler imprigionare la vita, per smettere di averne paura.
Sono trascorsi centocinquanta anni dal lontano 1865, ma noi amanti di Alice e fedeli abitanti dei due mondi di Carroll, non temiamo il tempo che passa perché oltrepassando lo specchio“È sempre l’ora del tè”.

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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