A cura dell’assessorato comunale alla Cultura, nell’ambito della rassegna “Incontro con l’autore”, sarà presentato domani, 1 marzo, ore 17,30, al castello normanno, il libro “I due volti di Jana” (Edizioni Del Faro) di Salvatore Calanna e Pierpaolo Calanna, padre e figlio, rispettivamente ufficiale dell’Aeronautica in pensione l’uno, psicologo l’altro, qualificabili come gli studiosi che maggiormente hanno approfondito le ricerche su “Jana”, la giovane mottese che tra storia e leggenda viene associata all’episodio storico di inizio 1400 della beffa ordita ai danni del mancato fuggitivo, dal castello normanno, Gran conte Bernardo Cabrera.

Salvatore Calanna, in particolare, da attento cultore delle tradizioni locali, con le pubblicazioni “I racconti della novena” (2006) e “Opunzie e olivastri” (raccolta di poesie, 2010), è autore del pregevole romanzo storico “Jana di Motta”, presentato due anni fa nello stesso splendido scenario del dongione normanno, dove alcuni secoli or sono accadde il fatto storico.

Dopo i saluti del sindaco Anastasio Carrà e dell’assessore alla Cultura Tommaso Distefano, sono previsti gli interventi del relatore dott. Damiano Maccarrone, che ha curato la prefazione del libro, e degli stessi autori.

Torna, dunque, il Calanna, e “in forze”, per far rivivere in tutta la sua pienezza la figura mitica di Jana, ricca di valori da trasmettere alle future generazioni, e ne vien fuori un saggio di avvincente lettura, dove lo stesso dipinto di autore italiano ignoto del XVI secolo “Woman at a window” della copertina diventa un “caso”, che ben si attaglia agli intriganti interrogativi cristallizzatisi sull’epiteto spregiativo “E’ una Jana”. E indagando sul nome Jana, dal punto di vista etimologico e semantico, come pure sul versante della psicologia e della personalità dell’eroina, i due Indiana Jones, pur imbattendosi nel “bifrontismo” di Jana, vanno a scovare le vere ragioni di tanto “disamore storico”  nei confronti di una femminista “ante litteram”, fantesca, ancella, amante, approfittatrice, astuta, semplice donna di popolo, forte e determinata…”probabilmente- chiude nella prefazione Damiano Maccarrone –parte di ognuno di noi”.

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