CATANIA – Catania Bene arriva anche a Librino. Nell’aula magna dell’Istituto omnicomprensivoCIMG5234 “Angelo Musco”, si è svolto ieri il dibattito intorno al libro del Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Messina Sebastiano Ardita, da diversi anni in prima linea nella lotta alla mafia.

Presenti Genny Mangiameli, Presidente dell’associazione “Amici di Villa Fazio” e Giuseppe Strazzulla, coordinatore provinciale di “Libera”, che insieme al dirigente scolastico Cristina Cascio hanno dialogato con l’autore di fronte ad una sala gremita di insegnanti i quali, CIMG5222attraverso la scuola di quartiere, vivono quotidianamente quella che nel corso del dibattito è stata definita la “Catania vera”, quella più laboriosa, ma che negli anni è stata anche la più sfruttata, attraverso la metodologia della trattativa , dalla cosiddetta “Catania Bene”.

Come è stato ricordato nel contributo inviato da Riccardo Orioles, co – fondatore de  I Siciliani Giovani, da Librino e dai quartieri periferici partì l’azione di denuncia del giornalista vittima della mafia Giuseppe Fava e del magistrato Scidà, che ben presto si rese conto che il patto sancito ai danni della città, di cui Ardita parla, passava dai palazzi del potere, compreso il palazzo di giustizia in cui egli stesso operava.

Librino, che in fase progettuale doveva incarnare il luogo di rinascita della città, nei fatti rappresentò una zona di confino, dal volto volutamente anonimo, da cui oggi è difficile per i ragazzi che ci abitano spostarsi, a causa della mancanza
di servizi idonei, ma anche, come sottolineato dal dirigente scolastico Cascio, immaginare un futuro diverso. Come insegnava Scidà, bisognerebbe sentirsi legati  alla realtà che ci circonda per poterne essere protagonisti. “Ciò risulta difficile in un contesto in cui – continua Cascio – c’è una superficialità nell’analisi delle relazioni sociali interne e un modo insoddisfacente di affrontare i problemi”.

Il dirigente scolastico dell’Angelo Musco, che dopo una lotta decennale contro la burocrazia e i pregiudizi della “Catania Bene” è riuscita a portare a Librino il Liceo Musicale, pone dunque la necessità di adoperarsi nell’immediato per “evitare che la società, che si definisce civile, lasci le periferie ad un futuro periferico”.

Carmelita ComanCIMG5245datore

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