di Katya Maugeri

Osservatore della realtà, attento alle sfumature legate ai gesti, alle tradizioni alla cultura di una terra che a tratti sembra non progredire lasciando un aroma che inebria il percorso intrapreso. Domenico Seminerio – insegnante di italiano a Caltagirone e autore di alcuni saggi di argomento storico e archeologico, raccolte poetiche e quattro romanzi – racconta storie di vita quotidiana all’interno del suo nuovo libro “Cinque gialli sul nero” (Euno edizioni), presentato ieri presso la libreria Cavallotto di Corso Sicilia. A moderare l’incontro, la professoressa Sissi Sardo. Classificare il testo sul filone giallo-noir è limitare le tematiche e lo stile con il quale l’autore affronta argomenti forti e attuali. libroUna voce narrativa originale, quella di Seminerio, intensa dedita all’impegno civile attraverso la letteratura. Le sue sono riflessioni attente, critiche costruttive che non lasciano spazio alla banalità, al cinismo o allo scetticismo. “Mi diverte girare per le strade di Catania, guardare la gente e immaginare le storie. Storie che s’incarnano nello sguardo delle persone” – dichiara l’autore – “Venire a Catania è un viaggio verso un’isola sempre diversa.” I suoi personaggi si muovono in contesti catanesi, ritroviamo così, gesti, odori, sapori e la bravura nel condurre il lettore all’interno di un tessuto dialettale spiegandone il significato. “Sapientemente ironico” lo definisce la professoressa Sardo, “ci coinvolge grazie all’ironia, riesce ad affrontare delle tematiche importanti senza lasciarsi inghiottire dalla realtà”. Lo stile di Seminerio affascina, intriga e trascina il lettore verso un vortice di mistero e tenerezza nei confronti di personaggi che rappresentano degli “antieroi”, il dialogo è abilmente raccontato per riprodurre oralità, gli eccessi sono raccontati con maestria e con attenzione compassionevole. “I miei personaggi non sono dei killer seriali – afferma l’autore – “all’interno del libro spiego il motivo che ha portato all’omicidio, il passaggio diretto dalla bontà alla violenza estrema”. 1Personaggi che incarnano il suo grido di dolore, legato alla superficialità con la quale viene vissuta la cultura, all’interno della scuola, e all’interno della società. “Dietro la cultura della raccomandazione c’è un accordo tacito, anche nei piccoli gesti quotidiani” – spiega Seminerio – “La raccomandazione diventa una gabbia e diventa fonte di illegalità, un’illegalità accettata che ne autorizza di più gravi”. All’interno dei suoi racconti descrive anche la Catania multietnica, dalle diverse culture, di uomini scampati a delle stragi, gente che vive in una “giungla urbana” che inevitabilmente s’insinua nel profondo e noi – cittadini assuefatti – ci stiamo abituando, inermi dinanzi lo sconforto e la sfiducia nel prossimo e nelle istituzioni. Domenico Seminerio si interroga anche sul senso e sul ruolo dello Stato e afferma “Lo Stato è un’astrazione, ma formata da persone concrete. Attribuire la colpa allo Stato per i disagi è una giustificazione per esonerare le nostre responsabilità.”. “Viviamo in un’epoca di bombardamento televisivo durante il quale le notizie provocano emozioni che conducono all’alessitimia. L’emozione è vera quando è meditata, oggi non abbiamo il tempo di metabolizzare e vivere le emozioni. Fare letteratura per raccontare la realtà – quella autentica, priva di congetture –, Domenico Seminerio emoziona, diverte e insegna un modo diretto per ammirare la città, le tradizioni, i silenzi. Soffermandosi sulla natura psicologica dell’uomo, ricercando le motivazioni che, molto spesso, delimitano il confine tra bene e male.

K.M.

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