di Katya Maugeri

Ironico, entusiasmante, irresistibile. Uno degli autori e conduttori radiofonici più amati d’Italia: Marco Presta, la voce, assieme a quella di Antonello Dose, dello storico programma “Il ruggito del coniglio” in onda su Radio2 da quasi vent’anni, ha presentato venerdì 6 marzo, presso il MA di Catania il suo nuovo libro L’allegria degli angoli.
L’evento fa parte della terza edizione della rassegna “Leggo. Presente indicativo”, da un’idea di Giuseppe Lorenti realizzata insieme a Radio Lab e Addio Pizzo Catania, la libreria Vicolo Stretto e in collaborazione con FR Gruppo editoriale rappresentato da Francesco Russo e Francesco Ricca (http://www.frgruppoeditoriale.com/). L’incontro moderato da Giuseppe Lorenti all’insegna della riflessione e dell’ironia ha coinvolto il pubblico con le tematiche affrontate nel romanzo, che ruotano intorno a realtà che la nostra Italia conosce fin troppo bene: la disoccupazione, la perdita della dignità, la speranza di vivere in una società migliore. Tematiche che rendendo il testo “seriamente comico, comicamente serio” come ama definirlo l’autore. Lorenzo, protagonista del romanzo “non poteva non essere un disoccupato” esordisce Presta, “si ritrova a fare i conti con una società che ha ben poco da offrire”. Durante la presentazione sono stati letti alcuni brani tratti dal romanzo dai quali si evince la figura materna del protagonista. Una madre che incarna la speranza, “la mamma italiana che sostiene il proprio figlio”, “A me piace raccontare di persone comuni, di essere umani, e le trovi nelle grandi periferie, che diventano proprio lo scenario delle storie. È stimolante ed è il modo migliore per raccontare il Paese”. E, parlando della radio, dichiara: “In radio si racconta un altro mondo, raccontiamo di gente comune, di persone normali. Il resto lo lasciamolo a Barbara D’Urso!”5753581_320472
“È troppo facile fare ironia in Italia, non esiste la vera censura se davvero hai il coraggio di esprimere il tuo pensiero, la realtà è più comica della satira” dichiara sorridendo Marco Presta. Un incontro divertente e introspettivo, “La disoccupazione ci fa credere di non valere nulla, ma noi dobbiamo reagire. La disoccupazione non è solo un problema economico, è un problema psicologico!”Così, la voce che incanta e diverte le nostre mattine, venerdì al MA, ha emozionato con le letture tratte da un romanzo che andrebbe letto e divulgato perché in Italia abbiamo bisogno di ironia, di comicità ma anche di una presa di coscienza, e la cultura è sicuramente la chiave di accesso!
Sorridente, cortese, ironico e galante ha rilasciato interviste, foto a coloro che affascinati dal suo carisma lo hanno intrattenuto. Noi, di Sicilia Journal non potevamo mancare!

Lorenzo, il protagonista del tuo romanzo è un alienato nella routine che assopisce l’animo umano.
Possiamo considerarlo un eroe moderno?

«Sì, è un anti eroe. È una persona comune chiamata ad avere un comportamento in qualche modo eroico. Oggi, in Italia trovare un lavoro non è una forma di eroismo, è quasi impossibile, è come cercare il Santo Graal . Quindi sì, è un eroe e come tutti gli eroi è una persona comune».

Messi all’angolo siamo costretti a scegliere, quindi a cambiare prospettiva. Quanto incide l’imprevedibilità?

«Poco purtroppo. Vorrei che incidesse di più. Tutto è come ti aspetti. La realtà ci sorprende molto poco  ed è per questo che le sorprese quando arrivano sono meravigliose, perché in realtà le vere sorprese sono abbastanza rare, quindi preziose».2__

L’allegria degli angoli, un libro che mette a nudo un periodo di crisi, raccontata con allegra amarezza. Possiamo parlare anche di crisi culturale?

«Le crisi sono principalmente culturali prima ancora che economiche, politiche o di altra natura.
Quando manca una certo tipo di cultura, come semplicemente la cultura dell’onestà o del lavoro va in crisi tutto il resto».

Cosa rappresenta per te l’allegria?

«Io sono un uomo poco allegro, è piuttosto l’umorismo che rappresenta qualcosa: è una chiave di lettura della realtà in cui viviamo.  E anche una chiave per la sopravvivenza e l’autoironia è la prima cosa, se non sai ridere di te stesso non puoi ridere di nessun altro».

K. M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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