di Katya Maugeri

Siamo ricchi di contraddizioni che distinguono la nostra personalità da altre. Viviamo con passo frenetico lasciando accadere cose alle quali non riusciamo nemmeno ad assegnare un nome, fugaci e anonimi passano gli attimi in quel “mentre” in cui tutto accade. Racchiudere all’interno di un libro piccoli e intensi frammenti di vita per immortalarne l’attimo. Così, Ornella Sgroi, giornalista culturale e critico cinematografico, fotografa attraverso i suoi racconti momenti di vita quotidiana, un presente che scorre inevitabile dinanzi al nostro sguardo, a tratti distratto.
“Le contraddizioni del mentre. Frammenti di vite” (edizioni Le Farfalle), un libro che racchiude le contraddizioni che ci portiamo dentro, uno specchio della società, un profondo esame introspettivo del nostro modo di essere. Una raccolta di racconti che nasce dall’idea di catturare il senso del tempo e delle varie possibilità che esso racchiude attraverso un’autoironia che serve a indagare l’io di ognuno di noi che viaggia in due tempi apparentemente distinti, quello reale e quello interiore. libro_L’autrice cattura gli attimi in piccoli pensieri, piccole frazioni esistenziali che raccontano un presente permanente in cui nulla si ferma, tutto continua a dilatarsi, “mentre” noi perdiamo profondità, perdiamo la connessione con le relazioni, il contatto con i sentimenti, tutto sembra sfuggirci di mano. Un testo che racchiude le varie sfaccettature della personalità, attraverso una scrittura armonica, classica, elegante, Ornella Sgroi ci conduce all’interno di sedici racconti, in un affascinante spazio in cui l’ironia sembra l’arma vincente per sconfiggere le insicurezze quotidiane, un’altalena emozionale, un susseguirsi di storie che celano la paura di raccontare se stessi, ma che inevitabilmente ne mettono in luce la necessità di rivelarsi.
Frammenti di vita, quelli dell’autrice, riecheggiano come versi di una splendida poesia e racconta quel “mentre” che vorremmo tanto afferrare.

– Quanto c’è di autentico nelle contraddizioni con le quali conviviamo?

«Potrei pensare che le contraddizioni con cui conviviamo siano forse la parte più autentica di noi stessi. Quella parte che inconsciamente, quindi senza troppi filtri, ci porta a contrastare le dinamiche automatiche alle quali ci lasciamo andare per comodità o pigrizia, o magari soltanto per pura forma, dinamiche quindi che non ci permettono di esprimerci con vera libertà. Da questo punto di vista, le contraddizioni possono essere una risorsa. Se riusciamo a non farci mandare in cortocircuito e a non bloccarci irrimediabilmente, possono essere uno stimolo a guardare la realtà in faccia e a trovare nuovi slanci verso nuove direzioni».

– Il tempo. Tiranno, complice o semplicemente un giullare beffardo che indica la strada da seguire?

«Un po’ tutte queste cose insieme. È tiranno, quando ci insegue senza darci tregua. Complice, quando ci permette di tirare il fiato e di fermarci un attimo a guardare ciò che ci accade intorno e dentro. È beffardo, quando gioca con la nostra pazienza mettendo a rischio il nostro equilibrio sempre più precario. Fermo restando che siamo noi, comunque, ad avere la possibilità di cambiare l’andamento del gioco. Basta solo volerlo. Mi sembra che sempre più spesso la mancanza di tempo diventi, invece, un facile alibi dietro il quale nascondersi».

88– L’ironia, un abito da indossare per difendersi, da quel “mentre” che inesorabile tende a raggiungerci?

«Il “mentre” non è qualcosa che ci raggiunge, ma semmai qualcosa che ci attraversa. E non possiamo evitare che accada. A volte è anche bello lasciarsi travolgere da ciò che ci accade nel mentre, per quel suo implicito sentimento dinamico che nutre il seme di una qualche possibilità ancora in divenire. Quando, invece, il “mentre” che ci attraversa è portatore di guai, allora l’ironia è senz’altro un grande aiuto. Una lente caleidoscopica che ci offre nuove prospettive, nuovi colori, mettendo insieme intelligenza e umorismo, purché sempre con una sguardo attento ai sentimenti».

– Memoria e vita che scorre veloce, da cosa è delimitato il loro confine?

«Più la vita scorre veloce, più sembra quasi che la memoria non faccia in tempo a trattenerla. Ed è un peccato. La velocità brucia ciò che attraversa, come la mitica DeLorean di “Ritorno al futuro” bruciava l’asfalto sotto le sue sgommate lasciando solo due strisce di fuoco. Solo che per noi, purtroppo, la macchina del tempo non l’hanno ancora inventata e non possiamo tornare indietro a riprenderci ciò di cui non c’è stato neanche tempo di conservare memoria. Ogni tanto allora è importante fermarsi, anche solo per capire verso dove si sta andando».

K.M.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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