ACIREALE – Un incipit molto positivo per il “Caffè letterario” lanciato ad Acireale da Lucia Calderone. Un inizio che ha avuto come protagonista il giornalista-scrittore Salvo Fallica e che ha visto una bella risposta degli acesi. “E’ stato un successo di partecipazione e di qualità culturale” afferma l’organizzatrice Lucia Calderone, “attraverso il libro di Fallica abbiamo discusso delle contraddizioni della Sicilia e del Meridione”. Nello scenario del Nevaroli-Condorelli si sono confrontati con Fallica, il costituzionalista Agatino Cariola (ordinario di diritto costituzionale all’università di Catania), il docente di Politica Economica dell’ateneo di Catania, Giuseppe Di Vita, l’architetto Francesco Finocchiaro, vice presidente di Officina 21. Il dibattito è stato aperto da un intervento di Lucia Calderone. La cornice storica, culturale e socio-economica raccontata nel libro è stata delineata dall’architetto Finocchiaro, che ha anche fatto un ritratto dell’autore, giornalista che scrive sui media regionali e nazionali, autore di saggi e di dialoghi con alcuni dei più grandi intellettuali italiani. Il testo “Vi racconto Paternò” Una metafora del Sud (Ludovico Lizzio Editore) è, come ha scritto l’antropologo Mario Bolognari, una narrazione del macrocosmo attraverso il microcosmo. Le contraddizioni, le difficoltà del Sud, sono lette ed interpretate attraverso una realtà locale siciliana. L’economista Giuseppe Di Vita si è soffermato sull’aspetto di analisi economico-sociale dei territori etnei presente nel testo, evidenziando la capacità dell’autore di connettere i temi locali a quelli nazionali ed internazionali. Una visione di ampio respiro che collega l’economia ai temi concreti della quotidianità. E che non solo mostra tutte le carenze infrastrutturali del territorio ma delinea con chiarezza e lucidità delle proposte di politica economica efficaci per il rilancio delle aree etnee. Il costituzionalistaCariola oltre a delineare la poliedricità intellettuale di Fallica, ha messo in evidenza sia la parte destruens del libro, la critica rigorosa e seria delle tante cose che non funzionano, sia quella costruens, la parte di proposta costruttiva. Ha inoltre sottolineato come il libro riesca a mostrare attraverso le contraddizioni ed i ritardi di Paternò, i profondi contrasti ed i limiti della Sicilia e del Meridione d’Italia. Un libro che non a caso viene analizzato dai media anche a livello regionale e nazionale. Cariola ha fatto dei collegamenti anche con l’attualità, in particolare con i recenti fatti negativi verificatesi a Paternò che hanno avuto una vasta eco, spiegando che nel libro vi sono due capitoli con i quali l’autore aveva già lanciato in maniera seria e razionale l’allarme sulla questione dei temi della legalità a Paternò e nel suo vasto comprensorio. Nelle conclusioni Fallica oltre a rispondere a tutte le tematiche sollevate, ha ribadito come il libro sia frutto di uno spirito critico e libero. “Un libro che non è contro od a favore di alcuno, ma un’analisi di racconto e d’interpretazione della realtà locale, sempre partendo dai fatti nudi e crudi. Vi è l’ascolto attento, autentico, dei cittadini, sono loro una voce fondante del testo”. Fallica ha chiosato: “Se le classi dirigenti locali avessero affrontato i problemi invece di tentare, invano, di nasconderli sotto il tappeto, adesso non si troverebbero ad affrontare una situazione così drammatica. Paternò non sarebbe uno dei simboli negativi del Sud. Ma la speranza non è perduta, serve ripartire dall’analisi della realtà, solo la presa di coscienza della verità amara e un cambiamento di rotta potranno salvare Paternò dal baratro…”

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