Un’ironia sottile e sferzante pervade il libro “Pensieri in faccia” ( Algra editore) dello scrittore catanese Vladimir Di Prima, che vive a Zafferana. La sua ultima produzione, oggetto dell’incontro avviato da Alfio Grasso alla libreria Feltrinelli, e curato dagli arguti interventi della giornalista Antonella Guglielmino, direttore responsabile della testata on line Globus magazine, e del professore Paolo Sessa. L’autore parte da Facebook ” il più grande esperimento sociale di sempre..” affermando di averne trasferito sul libro i pensieri liberi, divenuti ora aforismi secchi e taglienti o pieni di ilarità, accanto a racconti anch’essi incisivi: gli uni e gli altri improntati alla denuncia sociale dell’ipocrisia e dell’idolatria ( due capisaldi dell’etica moderna) e colmi di un’amarezza costante, che, secondo la Guglielmino, sembra non sfiorare quella bellezza di cui invece Vladimir è alla ricerca, al di là del dato prettamente esteriore. Col rimpianto di quella creatività tipica dell’infanzia, che gli faceva spostare da bambino le nuvole sparandovi in alto l’aria col phone, mentre oggi lo si fa col Fotoshop. Il prof. Sessa punta i riflettori sulla brevità di ciò che oggi  si  legge e sulla penuria dei lettori ( uno solo per ogni città… che sarà riverito meglio di un papa), mentre per ogni quartiere c’è uno scrittore ( E se volessi smettere di fare lo scrittore dedicandomi soltanto alla scrittura? richiamando l’attenzione su quest’ultima).  La lettura, pertanto, vero cibo dell’anima e della mente, e l’editoria, devono adeguarsi al lettore medio che predilige il testo breve, a fronte di capolavori come la Divina Commedia e I Promessi Sposi, o i romanzi di James Joyce e Thomas Mann, troppo faticosi per la frenesia dell’uomo moderno, così alle prese con la povertà di linguaggio di Facebook, mortificante per la lingua italiana. Sarebbe meglio  quindi attivare dei corsi di lettura creativa anzichè di scrittura, dice Sessa, cogliendo poi da parte dell’autore la vera essenza della poesia che vive per necessità in tutte le cose, persino in un tamburo, o in una  vecchia lavatrice in mezzo al bosco ( nota blasfema quanto il dadaismo di Duchamp) o nella mutevole forma delle acque: e da qui il dibattito sulla parola poetica con la valenza evocativa dei simbolisti francesi, che ci rimanda alla forza espressiva di un Manzoni o di un romantico William Turner, pittore visionario  dai mari tempestosi. Con l’autentica identità di chi scrive, racchiusa nella metafora Uno scrittore è dove lo pianti, per affermare le sue profonde radici e origini, secondo l’autore. Il suo sarcasmo non risparmia neanche la trama, ” morta ” dopo lunghe discussioni (... I funerali saranno svolti nella cattedrale SS. Lettera del Significato da Monsignor Lingua) e risorta col postmodernismo degli scrittori americani e col neorealismo. La nudità dei pensieri di Vladimir, così immediati, è evidente nell’essere scalzi ( come i piedi dell’autore) e scevri da contatti con la criminologia, che è la specializzazione dello scrittore, dopo la laurea in legge. Mai fare a pugni con le parole- dal cui conflitto si può reinterpretare un testo facendolo rivivere, dice il professore -usandole con la cautela di un allenatore, come fossero dei giocatori di calcio,  secondo Di Prima, nel rispetto della bellezza linguistica. “Pensieri in faccia” è una doccia fredda di riflessioni che ci investono, una miniatura della società vista con l’occhio sornione di chi individua il prete con lo pseudonimo Jesus 48, di fronte al monitor, intento al poker d’azzardo; o che raccomanda al Caro Lupo nella cui bocca non è mai finito, di non fidarsi degli agnelli, neppure di quelli aggraziati e con la carota tenuta a vista;  o con l’occhio ipercritico di chi, di fronte al  narcisismo dei cultori di Facebook, veri malati, sentenziosi e lapidari, preferisce la genuinità di “un mondo contadino, fatto di merda di galline e fieno, odore di latte e campagna; un mondo dove le amicizie si stringono con le mani sporche di terra e durano per sempre… Nel nome del gregge io mi dissocio”.

Anna Rita Fontana

Copertina Pensieri in faccia

A proposito dell'autore

docente di educazione musicale, pianista, giornalista e critico musicale

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