È Fabio Genovesi il vincitore della seconda edizione del Premio Strega Giovani, il suo libro Chi manda le onde è stato il libro più votato da una giuria composta da ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 18 anni in rappresentanza di quarantaquattro scuole secondarie superiori in Italia e tre all’estero(Berlino, Bucarest, Parigi). chi manda le onde libro
Gli studenti, raccolti in gruppi di lettura di dieci per scuola, hanno letto le dodici opere concorrenti all’edizione 2015 del premio e inviato il loro voto per via telematica. Genovesi ha vinto con 69 voti; al secondo posto, Zerocalcare con Dimentica il mio nome (47 voti), al terzo Elena Ferrante con  Storia di una bambina perduta. Le motivazioni della vittoria sono le seguenti: “Ogni pagina di questo romanzo è un’ondata di emozioni. Brancoliamo tutti nel buio di un oceano piatto e infinito che è la nostra vita, alla ricerca di correnti giuste che possano condurci a certezze. e verità”. La cerimonia di proclamazione si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo Montecitorio alla presenza della presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, che ha voluto salutare personalmente i relatori insieme all’Amministratore della società Strega Alberti, Giuseppe D’Avino. “In questa legislatura puntiamo molto sulla cultura. E’ strategico per il futuro del Paese. La lettura non conosce confini e come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la lettura è la chiave per diventare cittadini del mondo. E lo credo fortemente” ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini.10376136_826519884051871_5292884965743472789_n

Dedico questo premio – dichiara l’autore – ai miei genitori che non hanno finito le scuole dell’obbligo e sono stati migliori di tanti psicologici e terapeuti. E ai professori che possono essere orribili o meravigliosi. Sono particolarmente felice dello Strega Giovani perché i ragazzi sono senza filtro”. “Quelli che scrivo – continua Genovesi – sono romanzi corali. Il torto più grande che si possa fare ai ragazzi è parlarne come di non adulti perché tutto ciò che riusciremo a fare dopo lo abbiamo già alla nostra nascita. La parola che trovo più orribile è giovani adulti. Siamo tutti persone. Cerco sempre di raccontare i ragazzi ma non come qualcosa che deve diventare qualcos’altro. Non si migliora e non si peggiora, al massimo ci si sciupa e vi auguro di non sciuparvi mai. Ho avuto la fortuna di avere  genitori non mi hanno mai imposto nulla nelle mie scelte di vita e non ho mai cercato di fare meglio o peggio degli altri. Se devo essere in gara lo sono con me stesso”.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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