di Katya Maugeri – Foto Servizio di Vincenzo Musumeci

Lontana dal modello di blogger, esplosiva, frizzante, una lettura che cattura e affascina il lettore.
Raccontare la percezione della realtà che ci circonda con ironia, curando i dettagli e gli aspetti psicologici di ogni personaggio. È il caso di Sguardarsi. Il Caleidoscopio di Oz (edizioni Torri del Vento), l’opera prima della giornalista Cinzia Zerbini, presentato il 18 marzo presso la Feltrinelli di Catania. A moderare l’incontro la giornalista Rosa Maria Di Natale e Daniele Lo Porto, segretario provinciale dell’Assostampa Catania. 1
L’opera, una raccolta di undici racconti, dei micromondi, leggeri ma profondi affascinanti, visti da un occhio attento, ritroviamo protagonisti tristi, onirici, una varietà di sfumature che raccontano aspetti autobiografici e non. Oz,  alter ego con il quale la giornalista guarda la realtà attraverso una lente distorta che riesce a captare di ogni situazione e persona aspetti latenti. L’autrice racconta il legame al nome con quale – in un certo senso – si identifica, “Oz” che in lingua ebraica significa “forza” e cognome dell’autore al quale si sente fortemente legata, Amos Oz, per l’appunto. Dichiara di amare profondamente leggere “La lettura ti regala un mondo poetico”. Chi scrive decide di uscire allo scoperto, esporre le proprie emozioni, il proprio punto di vista, sebbene con ironia e sobrietà, ma leggerezza non è sinonimo di superficialità e lo dimostrano gli undici racconti della Zerbini che racchiudono realtà non lontane da noi: il protagonista del racconto “Non solo pizzo”, ad esempio, è un esattore del pizzo, ne descrive la vita di tutti i giorni immaginandolo un amante della lettura, racconti che narrano le realtà che sfiorano la nostra vita quotidianamente, ma che molto spesso non riteniamo degne di attenzione. Lei, con estrema abilità le ha racchiude all’interno di piccoli racconti in cui la risata lascia spazio alla riflessione. Così come nella vita, la capacità di sorridere e riflettere sono le componenti essenziali per andare avanti e non fermarsi, per non pietrificare la capacità di voler scoprire nuove angolazioni.3
“Sguardarsi” è proprio la volontà di guardare in versione aumentata, lo sguardo non è mai uno, in realtà, e l’autrice lo fa affrontando i prototipi con cinismo, abbattendo la concezione standard di ruoli tipicamente imposti dalle circostanze. Osservare la quotidianità attraverso un caleidoscopio, consapevole che “scrivere è raccontarsi”. Il libro è dedicato al padre che, nonostante il dolore, è riuscito a trasmettere la forza di vivere, perché ogni giorno abbiamo dei buoni motivi per sorridere, nonostante i vari aspetti negativi che intralciano il percorso, quindi dovremmo riscoprire la normalità anziché impegnarci totalmente ad apparire, dovremmo imparare a ridere di noi stessi e guardare la vita da quella prospettiva che abbiamo scelto!

K. M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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