di Katya Maugeri

“Sì, forse la vita è questo. Si procede tra normalità e paura, e si aspetta ogni volta di tornare alla nostra dimora, di trovare un po’ di quiete, un rifugio. Comunque sia, è un inferno che conosci.
Ed è meglio di quella nebbia spietata, meglio di non vedere nulla, meglio della solitudine dei nostri passi.”

Disinvolto, cordiale, ironico e autore poliedrico. Lui, Stefano “Il lupo” Benni, ieri ha presentato il suo ultimo libro, “Cari mostri”presso la Feltrinelli di Catania. Un reading affascinante, coinvolgente, divertente e riflessivo. Tra comicità, paura e mistero, l’autore ha descritto il suo ultimo lavoro attraverso la lettura di alcuni brani, accompagnati da una bravissima pianista. “Perché la scelta del titolo?” – chiede in maniera ironica a se stesso – “Il perché non si sa mai! Il libro è un mistero, lo capirò tra qualche anno”. Parlando del testo, afferma “è un libro sul grottesco, sulla crudeltà, non è di certo un horror, non come lo intendiamo noi. Spero che a tratti vi faccia paura, la paura è discorsiva ed è utile per poter godere – in seguito – della grande gioia degli scampati”. Leggere Stefano Benni è sicuramente stimolante, consente di ammirare la realtà da prospettive “alternative”, lontana dalle solite letture monotematiche e superficiali, i suoi testi riescono a far vedere le cose in un altro modo, e lo fa utilizzando un’arma vincente: l’ironia. carimostri
“Mi sono rotto le scatole degli scenari mediatici che ti inducono ad avere paura di tutto. Scegliamo noi di chi avere paura! Il “mostro” non è solo una caratteristica fisica, è il prodigio che non fa parte della routine quotidiana, a noi tocca affrontarlo, combatterlo o in alcuni casi accoglierlo. Noi, possiamo reagire, possiamo affrontare i mostri – e parlo dei mostri che portiamo dentro – con loro possiamo dialogare e dal bosco della paura si può uscire. Combattendo con coraggio per poi indicare la strada ad altri”. Brillante e carismatico, Benni, consiglia al suo numeroso e attento pubblico che i mostri non devono limitarci, né demoralizzare i nostri sogni, i nostri obiettivi, abbiamo gli strumenti adatti per sconfiggerli e andare avanti. “Cari mostri”, sarà un viaggio piacevole, tra leggende, storie di fantasmi, mistero e descrizioni poetiche sublimi. Lo stile di Benni non delude, nemmeno stavolta. “La scrittura – adesso – è più lavorata, lontano dai miei primi libri, anche se a tratti divertente”. Venticinque racconti di ciò che più ha spaventato gli uomini nei secoli passati, e di ciò che lo spaventa oggi, nel mondo reale, perché il “mostro” non è solo un crudele assassino, un vampiro, una mummia, il mostro può identificarsi nell’eccessivo utilizzo della tecnologia, nei numerosi account, nelle tasse, nei codici iban. O persino in noi stessi. Incontreremo mostri di ogni genere: alberi maledetti; mummie egizie, teenager capaci di uccidere per un biglietto del concerto dell’ultima boy band in voga, vampiri che preferiscono ridursi a un mucchio di cenere piuttosto che avere a che fare con Equitalia.
5Con ironia, Stefano Benni, conduce il lettore dinanzi ai mostri con i quali combattiamo giornalmente, i mostri che sono i nostri falsi amici, le nostre insicurezze, le nostre menzogne, le nostre stesse paure. Infine, ci troveremo di fronte al tributo dell’autore a dei grandi uomini realmente vissuti, dei quali racconta la tragica fine, ovviamente romanzandola e immaginandone gli sviluppi, adattandoli all’opera che ci presenta, ritroveremo Michael Jackson ed Edgar Allan Poe. Stefano Benni, attraverso le sue opere affronta tematiche di carattere fantastico legate alla situazione politica e sociale contemporanea, ma dichiara “Nel ricatto dell’attualità non ci casco più!” E dopo aver assistito a un reading così affascinante, in quel bosco chiamato “paura”, si intravede una luce che richiama a sé l’attenzione. Un coraggio intriso di ironia, di speranza e di sana consapevolezza: occorre riconoscere e affrontare nel migliore dei modi, i nostri “cari mostri”, perché in fondo come scrisse tempo fa il nostro caro lupo: “Sarebbe bello durare quanto i racconti che abbiamo ascoltato e che raccontiamo. Ma loro dureranno più di noi. E anche se il vento ci soffia contro, abbiamo sempre mangiato pane e tempesta, e passeremo anche questa”.

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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