di Katya Maugeri

La sua ironia, l’eleganza e il suo modo affabile di affrontare svariati temi: dalla letteratura, al cinema, alla musica, capace di catturare l’attenzione dei lettori, ha conquistato un pubblico numeroso e attento, Diego De Silva, non delude nemmeno questa.
Nella splendida cornice del Castello Ursino, tra arte e mura imponenti si è svolta ieri la presentazione de “Terapia di coppia per amanti” di Diego De Silva, nella sala  CUB – Castello Ursino Bookshop, evento inserito nella rassegna “Leggo. Presente indicativo”, a moderare l’incontro, Giuseppe Lorenti, speaker di Radio Lab e direttore artistico della rassegna e Mariangela Di Stefano, blogger di Matte da Leggere.
Autore rinomato che Catania ha accolto in un contesto inadeguato e con una pessima organizzazione. Molta gente ha rinunciato all’evento poiché fermata all’ingresso dai responsabili, l’edificio – per tutelare la sicurezza – non può accogliere tale massa di gente, che delusa, ha rinunciato alla presentazione. Credo sia stato un errore di superficialità non aver previsto tanto afflusso. L’audio, chi – ahimè – è rimasto in piedi in fondo alla sala, ma felice di essere entrato, non ha assolutamente compreso né visto – mancava sicuramente una pedana sulla quale inserire le poltrone per agevolare coloro che avrebbero certamente gradito sentirsi partecipe dell’incontro – in maniera chiara e soddisfacente. L’interessante reading di Francesco Macaluso e Valentina Sardo è stato apprezzato solo dalle prime file, la bellissima interpretazione musicale di Daniele Salamone, a causa appunto dell’acustica, ha oscurato la lettura, sovrapponendo le note alle parole.

10_Ma fortunatamente c’era lui, Diego De Silva che ha coinvolto il suo pubblico con battute ironiche, riflessioni, e il suo modo affascinante di vedere la realtà che lo circonda. De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano, autore di Non avevo capito niente (Einaudi), terzo al premio Strega. Certi bambini (cinquina al Campiello nel 2001), Voglio guardare (2002), Da un’altra carne (2004), La donna di scorta (2005), Mia suocera beve (2010), Sono contrario alle emozioni (2011), Mancarsi (2013), Arrangiati, Malinconico (2013), ha presentato il suo ultimo e intenso lavoro. “Terapia di coppia per amanti” è un romanzo a due voci, “perché ognuno di noi deve ascoltare la storia narrata da ambedue le parti” dichiara divertito l’autore “io racconto la coppia, noi – quando ci innamoriamo – smettiamo di essere semplicemente uomo/donna per diventare una commistione che nutre le nostre voglie, la nostra passione”.
Ancora una volta De Silva conquista il lettore. Viviana e Modesto – protagonisti del racconto – decidono – decide lei, come ama sottolineare lo scrittore – di ricorrere alla terapia di coppia.
Fin qui tutto normale, penserete. Se non fosse che i protagonisti sono una coppia, ma di amanti.
“Sono due persone che si amano, e sono una coppia. Non importa il loro ruolo”, spiazza – ancora una volta – De Silva. Lui che riesce magistralmente attraverso i suoi libri a cambiare la prospettiva dei ruoli, a capovolgere i luoghi comuni, anche in questo libro mette in luce una nuova dimensione, quella clandestina, quel legame nato per caso – sicuro di svanire da lì a poco – e che invece, silenziosamente, cresce, si alimenta e diventa amore. Quell’amore non previsto, dal quale non si riesce più a fare a meno e che mette in crisi, perché “l’amore ha bisogno di intrusi” afferma l’autore.
L’amore diventa l’argomento predominante della presentazione, ma senza cadere in frasi fatte, lui non potrebbe mai racchiudere tale sentimento all’interno di pensieri anonimi, 11De Silva parla dell’amore che stravolge ogni schema di quell’amore dal quale cerchiamo di scappare, ma che riesce a raggiungerci e, guardandoci negli occhi, con un pizzico di ironia, fa notare la sua presenza, presenza “indesiderata” che spesso si trasforma in nevrosi, ma si tratta della “benzina” necessaria per alimentare la passione. “Al giorno d’oggi i giovani vengono meno al diritto alla felicità, alla passione” continua De Silva, e i suoi personaggi – da sempre – ne raccontano sfumature, dettagli e visioni complete di stati d’animo nei quali riconoscersi.
“Io non scrivo seguendo una scaletta, con degli schemi ai quali attenermi, mi lascio sorprendere dalla scrittura”, e continua a sorprendere i suoi fedeli lettori che amano la sua ironia e la capacità di scavare l’animo umano perché come afferma il suo caro Malinconico, “Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee”, e lui di emozioni ne regala moltissime.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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