Il secondo romanzo di Riccardo Arena, “Anche oggi non mi ha sparato nessuno” sarà presentato a Letojanni (Messina), il 22 luglio, alle ore 19,00, nel ristorante Golà, al lungomare, vicino piazza Durante. Il libro sarà presentato dai giornalisti Sebastiano Timpanaro e Daniele Lo Porto. L’incontro è organizzato con la collaborazione del Comune di Letojanni.
Per la rassegna “Un giornalista, un libro, un tè”, sarà presentato anche a Catania, il 24 luglio, alle ore 18,30, presso la Libreria Voltapagina. L’incontro – organizzato da Assostampa Catania –  sarà moderato dal giornalista Daniele Lo Porto e da Katya Maugeri.

Riccardo Arena torna in libreria con un romanzo brillante, avvincente, che corre sul filo sottile che lega, e insieme divide, sogno e realtà.
Un giallo ambientato in un’Italia non ben identificata, vede un carabiniere rischiare il tutto per tutto per salvare la Patria. Salvarla dalla mafia? Dal terrorismo islamico? Da se stessa? Copertina_Arena_webAnche oggi non mi ha sparato nessuno è un’istantanea precisa del nostro Paese, dei politici che la governano, dei militari che la sorvegliano e dei criminali che la deturpano. Un ritratto spietato e insistentemente ironico che ci conduce negli angoli bui della nostra storia rivisitandola, però, con pennellate di fantasia, con pause di scherno, manciate di autoironia e attimi intensi di autocritica. Momenti esilaranti in cui l’autore, in un certo senso, prende di mira anche se stesso in quanto membro di quella casta che, insieme a politici e criminali, troppo spesso non aiuta affatto a risolvere i problemi del Paese: i giornalisti. Immerso in tutto e per tutto nell’attualità, da buon cronista Riccardo Arena ci presenta uno scenario surreale in cui mafia, trattativa, Isis, stampa, Governo e nuove tecnologie si fondono creando un unico blocco compatto. Frutto della brillante fantasia dell’autore, Anche oggi non mi ha sparato nessuno, è ugualmente un bagno nella realtà contemporanea, nei suoi meccanismi e nelle sue scandalose mancanze. In un mondo che vive secondo il ritmo della notizia battuta dalle agenzie, dello scoop inseguito a ogni costo, delle dichiarazioni ufficiali e dei titoli di giornale, un ufficiale dei Carabinieri abbandona il suo ritiro da Cincinnato per tornare in prima linea e seguire le indagini sull’evasione di Cataldo Orchi, il capo della mafia – una mafia svenduta e pubblicizzata come inesistente – al quale è legato da antichi precedenti. Comincia così una caccia all’uomo sorprendente e incalzante, che porterà al disvelamento di una fitta rete di legami e complotti.

1_Nel suo secondo romanzo Riccardo Arena si destreggia, con l’esperienza di cronista che gli è propria, all’interno di un racconto complesso, dove la voce del narratore si sdoppia e si fonde con le mille voci dell’informazione ufficiale e non, creando un tessuto narrativo avvincente, paradossale e insieme così reale come solo il paradosso può essere.

Riccardo Arena è nato a Palermo nel 1962, è cronista di giudiziaria al Giornale di Sicilia e collabora con La Stampa, Panorama, Il Foglio e l’agenzia AGI. Per il momento è pure presidente dell’Ordine dei giornalisti siciliani. Ha scritto Sanità alla sbarra per le edizioni Arbor (1994) e il romanzo Quello che veramente ami per Dario Flaccovio (2008); ha corso otto maratone e una serie interminabile di maratonine. E non vorrebbe mai smettere.

 

Scrivi