Sabato 22 novembre, alle ore 17.00, nella libreria La Feltrinelli di Catania sarà presentato il libro “Il gatto rosso” di Anton Antonov.
Alla presentazione partecipano Enzo Bianco, Orazio Licandro, Massimo Papa e Nicola Savoca. Sarà presente l’autore.
“Il gatto rosso” è il romanzo che rivela i protagonisti della politica e della finanza nazionali e internazionali che, dal 1971 al 1994, agirono dietro le quinte e sul palcoscenico del potere dando luogo ad un processo di irreversibile trasformazione del nostro Paese e degli scenari geopolitici dell’Europa dell’Est. È il 1971 e l’URSS è ormai avviata verso il declino. Tra i pochi informati dei fatti alcuni spregiudicati e scaltri politici colsero l’opportunità di utilizzare il crollo del regime sovietico come ascensore per il potere e per i propri tornaconti. In questo periodo storico l’Italia è l’epicentro di una serie di fatti che hanno determinato la storia degli anni successivi riconducibili alla sua posizione geografica (sede delle basi NATO); al ruolo rilevante del PCI di Berlinguer, il più influente Partito Comunista dell’Occidente, e alla presenza dello Stato del Vaticano. Il protagonista del romanzo è Zeno Zonato, il “gatto rosso”, dirigente del Partito Comunista Italiano di Verona e poi del Partito Democratico della Sinistra, cinico “compagno” non ideologizzato di umili natali che, tramite un sapiente doppio gioco nei servizi segreti americani e russi e l’ingresso nella nomenclatura del PCI, riesce a giungere ai vertici della Globe Trade, una società facente capo a Vaticano, CIA, PCI e KGB creata per gli scambi commerciali e finanziari. Osservatore privilegiato dei cambiamenti geopolitici ed economici tra gli anni ’70 e ‘90, l’autore fornisce la propria versione sui fatti di cronaca che hanno dominato quegli anni: le stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia, la morte di Giangiacomo Feltrinelli, Calvi, Sindona e Moro; il ruolo di Karol Józef Wojtyła nella caduta dell’Unione Sovietica; l’appoggio dello IOR di Paul Casimir Marcinkus a “Solidarność” di Lech Wałęsa; la Perestrojka di Gorbačev e i suoi frequenti viaggi in Italia; le trame di “Corvo Bianco” Eltsin; la svolta della Bolognina; il doppio gioco di Aldrich Ames, ufficiale della CIA, assoldato dal KGB e la scoperta di documenti top secret in una stanza murata nella sede del PCI a Botteghe Oscure, fino all’ascesa degli ultimi dirigenti comunisti e di un procuratore della Repubblica d’assalto, protagonista di Mani pulite.
Anton Antonov ha una formazione letteraria classica e scrive per diletto. Per una pura casualità abbandona la tranquilla routine di professore di provincia e cambia radicalmente vita trasferendosi a Mosca. D’allora si dedica all’attività finanziaria e bancaria in Russia, diventando uno dei testimoni privilegiati del crollo dell’Unione Sovietica e della trasformazione del mondo postsovietico. Ma contemporaneamente coltiva la passione per gli studi letterari e per la scrittura. Studiando la letteratura italiana della seconda parte del Settecento e le relazioni culturali tra l’Italia e la Russia, riscopre l’attività letteraria e politica dell’abate libertino Giovambattista Casti: agente segreto austriaco, coperto dalla carica ufficiale di segretario di Joseph Kaunitz, che fu ambasciatore imperiale presso la corte di Caterina II. Dal 1972 al 2014 dedica diversi scritti al Casti, pubblicandone anche l’epistolario inedito e l’edizione critica del Poema tartaro. Nel 2008 pubblica il romanzo Leninskij prospekt (Mosca, OLMA Media Group), che viene edito in italiano con il titolo Prospettiva Lenin da Feltrinelli (2010).

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