di Anna Rita Fontana  foto servizio di Vincenzo Musumeci

Genuino e intrigante, il narrare  dello scrittore palermitano Carlo Barbieri nella sua nuova raccolta di racconti dal titolo Uno sì e uno no (Dario Flaccovio editore), oggetto di un piacevolissimo incontro svoltosi all’Hotel Nettuno su iniziativa della testata Sicilia Journal.it  e del Rotary Club Etna sud-est. Dopo i saluti di Concetta Fisichella, prefetto del club service, e del socio Tino Sciuto, ha introdotto la serata il nostro direttore responsabile Daniele Lo Porto, conducendo poi insieme alla scrittrice Katya Maugeri  una vivace conversazione-disamina sul testo di Barbieri. Il quarto libro dello scrittore, “chimico arrugginito”, con impronta quasi giallistica, dopo Pilipintò, La pietra al collo e il morto con la zebiba . 1_Il relatore ne ha posto in luce l’articolarsi tra autobiografia e fantarealtà, tra il gusto di sorprendere e il ribaltarsi delle situazioni, con avvio da episodi apparentemente banali che giungono al colpo di scena. Il tutto a partire dal titolo, decisamente originale, che si incentra, come specifica l’autore, su 19 racconti  prodotti nel tempo, per metà ad ambientazione siciliana, tra Palermo e la Mondello estiva, persino corredati di minutaggio, da leggersi ovunque, “tra un centro commerciale, una metropolitana e la sala d’attesa di un dentista”, e sempre sul filo dell’umorismo anche puro e dell’autoironia. Filo conduttore  quest’ultimo, che secondo Katya  Maugeri è una lente d’ingrandimento di ciò che stiamo vivendo, tra il degrado morale che ci circonda; un appiglio per sfuggire alla routine ed evadere in un posto asettico, sia pure con persone sconosciute. “ L’umorismo -dice l’autore – è un’arma efficace, un punzecchiare che colpisce il potere più della denuncia”: ed ecco, tra gli ambienti che si prestano al “talk- show” come il supermercato, quel tocco di mediterraneità (in La coda), da  “casino da Curva Sud” della persona invadente, di chi sbuffa e poi socializza subito, o di chi scappa alla prima cassa libera senza curarsi della fila. Lo scrittore, che sa essere asciutto e argutamente scurrile, ama anche il colloquiare che attinge da una sentita tradizione di famiglia, dove il nonno si spendeva con affetto per i tanti nipoti in un “cunto” serale, magari una favola mai letta, che oggi verrebbe inibita dal chiasso mediatico della televisione, efficace mezzo di un tempo per zittire i bambini. VMM_WEB 3084Al richiamo di Lo Porto, se prevalga la sofferenza o il piacere di raccontarsi, l’autore puntualizza: ”Ho perso quattro fratelli nel giro di pochi anni e voglio trasmettere ai miei nipoti la storia della mia famiglia perché io ne sono stato amputato, essendo rimasto orfano a 12 anni”. Molteplici i caratteri dei personaggi, tanto accennati quanto approfonditi, sottolinea il direttore, come nei racconti che portano avanti la figura del commissario Mancuso o  dedicati a Camilleri come Il grande Scrittore Andrea, il cui spessore umano ha deliziato l’autore; o il richiamo a De Crescenzo, colto nel racconto Lo zù Peppino e la crisi dell’Occidente. “C’è anche tanta poesia e il tocco romantico di chi vuole incidere” aggiunge  Maugeri, che, da attenta curatrice di due rubriche di libri, coglie l’affetto del Barbieri un giorno, spera, nonno verso la ipotetica nipotina Giulia scorrendo le pagine de Il sei partendo dalla pancia. Non mancano poi, nel richiamo della relatrice, le  incisive “metafore di vita”: quella della pietra che, rotolando per ere geologiche, viene modellata e forgiata dall’unicità dell’esperienza (da La pietra tonda); e quella del gioco dell’oca, dall’VMM_WEB 3087omonimo racconto, dove la vita va avanti tra caselle bianche e nere “ all’interno di un flipper che ci vede muovere come palline tra scosse controllate e tanta casualità” dice l’autore, “un po’ vittime e un po’ complici dell’imprevedibilità”. Ma tutto è avvolto da quel gusto sapido,  già fin dalla copertina che ritrae il volto dello scrittore “caduto nella trappola della vanità” secondo Lo Porto. “In realtà l’editrice Marisa Flaccovio mi aveva fatto le sopracciglia da uomo palestrato, amante delle donne e senza una parte di capelli….ma io ho modificato la mia immagine…” specifica Barbieri, pronto all’autocommentarsi ironico.  Non dimenticando, per chi volesse ostentare il proprio sapere, la dedica da lui apposta all’inizio del libro
“ A chi è capace di ridere anche di se stesso”.

Anna Rita Fontana

 

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