di Katya Maugeri

Quando la gelosia diventa ossessione, quando l’amore si trasforma in incubo, un luogo dal quale fuggire. È il paradosso dell’amore: la violenza, la morte. Matilde D’Errico lo racconta nel suo libro: “L’amore criminale” ispirato alla trasmissione omonima, ma arricchito di riflessioni e commenti sui femminicidi.Dal 2007, Matilde D’Errico, ha cominciato a far emergere il dramma della violenza sulle donne nella trasmissione televisiva “Amore criminale”, di cui è autrice e regista, durante questi anni ha raccontato centinaia di storie vere, storie di vittime soprattutto, ma anche di chi, nonostante gli abusi, ce l’ha fatta, e nel suo libro parla della drammaticità di questi eventi, senza giri di parole, cercando di sensibilizzare e informare chi – per paura, per vergogna – mantiene in sé questo terribile macigno.9788806217655

Matilde D’Errico è stata una delle ospiti dell’evento di solidarietà organizzato da Demetra Onlus, “Contro il vento della violenza, il 25 novembre, al Teatro Massimo Bellini, e cordialmente ha risposto ad alcune nostre domande.

“La famiglia uccide più della mafia”, una piaga sociale che coinvolge tutti noi, ma quanti – realmente – si sentono coinvolti?

«La violenza è presente in molte case e in molte famiglie molto più di quello che noi sappiamo, noi ovviamente contiamo il numero degli omicidi delle donne, ma ci sono tutte quelle donne che vengono maltrattate quotidianamente e sono tantissime e che non vengono censite perché non è possibile, quindi quello che noi raccontiamo, è solo la punta dell’iceberg e poi al di là del fenomeno numerico non può non coinvolgerci. Le donne maltrattate, umiliate, uccise, possono essere le nostre colleghe, le nostre sorelle, le nostre amiche».


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Il rispetto nei confronti della donna, può essere considerata una forma di educazione?

«Sì, lo è. Quella che è un po’ l’educazione ai sentimenti e l’educazione alla diversità di genere, lo è e va fatta sin da piccoli, in famiglia, a scuola. La violenza è un problema culturale».

 Lei è tra gli autori di Amore criminale, il programma televisivo che racconta la storia di donne maltrattate, perseguitate e uccise dai mariti, fidanzati, dai propri compagni. È una trasmissione di servizio pubblico che rende tangibile un argomento tabù, ponendo all’attenzione di tutti che la violenza sulle donne esiste. 

La televisione – in questo caso -diventa un mezzo dal quale apprendere informazioni utili da utilizzare per tutelare se stesse…

«Tantissimo. Dopo ogni puntata di Amore criminale, sono tantissime le donne che ci scrivono e noi le mettiamo in contatto coi centri antiviolenza e con le case protette».matilde d'errico


Quali servizi offrono questi centri?

«Se le donne sono in pericolo di vita vengono tirate fuori e messe in una situazione di totale anonimato, di protezione. Quella è la prima cosa che valuta. Purtroppo non ci sono i fondi e il governo non finanzia, è questo il gradissimo problema.

 

 

 

Katya Maugeri

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