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Dovranno rispondere di associazione mafiosa, armi, estorsione e usura i 6 arrestati nel quartiere popolare Librino di Catania dai Carabinieri del Comando Provinciale che hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione scaturisce dall’attività investigativa sviluppata immediatamente dopo il sequestro di un arsenale (oltre 40 armi tra pistole, fucili e mitragliatrici) operato il 20 settembre 2014 dai militari catanesi. Il rinvenimento si è inquadrato in una più ampia strategia di contrasto e ha offerto lo spunto per un approfondimento che ha permesso di fare luce sui nuovi scenari della mappatura mafiosa nel capoluogo etneo. In particolare le nuove dichiarazioni
rese dal collaboratore di giustizia Fabrizio Nizza, “uomo d’onore” e vertice del gruppo di Librino, unitamente valutate a quelle del suo luogotenente Davide Seminara, hanno consentito di acquisire importanti elementi probatori in ordine alla disponibilità delle suddette armi da parte di alcuni indagati ma anche di ricostruire il giro di estorsione e usura creato nei confronti di un imprenditore catanese il quale, dopo essere stato malmenato brutalmente, è stato costretto per saldare parte dei suoi debiti a cedere delle proprietà immobiliari.

Giovanni Cavallaro

Giovanni Cavallaro

Francesco Magrì

Francesco Magrì

Giuseppe Montegrande

Giuseppe Montegrande

Giovanni Privitera

Giovanni Privitera

Danilo Scordino

Danilo Scordino

Filippo Scordino

Filippo Scordino

Il concreto pericolo che i soggetti potessero darsi alla fuga, la potenza di fuoco dimostrata dalle armi da guerra sequestrate ed il rischio che le minacce di morte nei confronti dell’imprenditore potessero essere portate a compimento, hanno indotto i magistrati della DDA di Catania ad emettere un provvedimento di fermo nei
confronti di Giovanni Cavallaro (42 anni), Francesco Magrì (43 anni), Giuseppe Montegrande (47 anni), Giovanni Privitera (39 anni), Danilo Scordino (26 anni) e Filippo Scordino (25 anni) ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione ed usura aggravata in concorso e detenzione illegale di armi. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Bicocca in attesa dell’udienza di convalida che ci sarà nei prossimi giorni.
Alessandro Famà

A proposito dell'autore

Giornalista free lance - Educatore dell'infanzia

Comincia la sua carriera giornalistica scrivendo per il giornalino del liceo scientifico che frequenta. Entra a far parte della redazione catanese del Giornale di Sicilia, da cui non si è mai separato, nel 2005. Primo articolo ufficiale realizzato il 23 ottobre 2005 (a 19 anni ma il 31 ottobre sarebbero stati 20) per la gara di calcio di Prima categoria Calatabiano - Victoria 1-0. Dopo anni di studio e sacrifici ottiene la laurea in "Educatore dell'infanzia" nel 2013. Attualmente collabora anche con gds.it, con HercoleTv e con il mensile Il Cittadino Libero. Ama il cinema, i concerti, i viaggi e la buona musica. Ha visitato tutta la Sicilia, Malta, il Salento, Roma, Venezia, Milano, la Romagna, Firenze, Pisa, Lucca, Ascoli, Varese, Aosta, Caserta, Napoli, Perugia, Parigi, Barcellona, Basilea, Ginevra e Lugano. Lo sport in generale è la sua passione ma specialmente il calcio, la pallavolo, il basket e l'atletica leggera. Inoltre segue costantemente la cronaca nera, bianca e la politica.

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