CATANIA − Quando il dialogo è occasione di incontro tra interlocutori che vogliono raggiungere lo stesso obiettivo, la partita è sempre vinta. È il caso di quanto avvenuto domenica 8 novembre 2015 alla conferenza stampa di presentazione del seminario “Il futuro del professionista del fitness”, tenutasi nell’Aula Magna del C.U.S. di Catania nell’ambito di Etna Convention, da quindici anni l’evento di fitness più importante in Sicilia.
Organizzato da Etna Convention, Campus Don Bosco di Catania e Università San Raffaele di Roma, l’incontro ha visto rappresentanti della sanità, del fitness e del mondo accademico confrontarsi sullo stesso tema: l’importanza della formazione universitaria e professionale degli specialisti del fitness, future figure di riferimento per l’educazione a un sano stile di vita.

Rappresentante dell’etica del benessere, l’esperto di fitness deve possedere una laurea in Scienze Motorie a garanzia di competenza sul piano pratico e teorico, di professionalità nel trattare la materia, nonché di responsabilità verso i fruitori che si approcciano alla disciplina. Un processo di formazione che si serve, ad oggi, anche di innovativi strumenti telematici che consentono l’apprendimento a distanza e la facilitazione dell’accesso allo studio.
A emergere è la nuova ottica con cui si guarda alla salute, vera e propria integrazione tra sanità e wellness. “Il Comune di Catania – afferma Francesco Santocono, consulente per le politiche sanitarie del sindaco – tiene molto alla salute dei propri cittadini, non solo tramite la prassi sanitaria sul territorio e le iniziative di educazione alla salute promosse dalle aziende ospedaliere, ma anche grazie all’attento sguardo della commissione dei Saggi istituita dall’Amministrazione e presieduta da Enzo Denaro. L’apertura al mondo del fitness può essere un ulteriore strumento a vantaggio della salute pubblica”.

Lo scarto rispetto al passato consiste nel mettere in sinergia le realtà che si occupano del recupero della salute, quali gli ospedali e le aziende sanitarie, con quelle che la mantengono, come le palestre: “In linea con la mia esperienza nel mondo dello sport e con la lunga carriera in ambito sanitario – spiega Angelo Pellicanò, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania – credo fermamente che si debbano unire le risorse di quanti operano nel settore dell’assistenza con quanti erogano benessere, al fine di raggiungere dei benefici tangibili sulla lunga distanza. La nostra è una popolazione sedentaria, per questa ragione occorre intercettarne le esigenze, condurre sempre più persone in palestra per toglierne sempre più dagli ospedali e dalla cura delle malattie degenerative”.
Un’etica professionale, quella del fitness, che dovrebbe procedere in parallelo e completare l’offerta sanitaria. “Il laureato in Scienze Motorie – afferma Giuseppe Musumeci, professore di Anatomia dell’Università di Scienze Motorie di Catania – dovrebbe lavorare in campo sanitario, servendosi di terapie non farmacologiche e somministrando attività fisica adattata al singolo individuo”.

Tuttavia, nel nostro Paese c’è ancora molta strada da fare. “Rispetto ad altri Paesi – afferma Jairo Junior, fisioterapista, personal trainer di fama internazionale e ideatore di Etna Convention – l’Italia è rimasta indietro in tal senso. In Brasile, esistono figure preposte che agiscono direttamente sul posto di lavoro, in base alla tipologia di professione e alle possibili criticità fisiche che potrebbero insorgere”.
Non è solo questione di competenza teorica, il futuro professionista del fitness deve ‘saper fare’ mettendo in pratica quanto studiato, e ‘saper far fare’ trasmettendolo agli altri. “La formazione universitaria – spiega Ezio Donato, General Manager di Virgin Active Catania – deve essere la base di partenza per chiunque voglia intraprendere questo percorso professionale. Rendere le persone migliori di quello che sono, arricchire la loro qualità della vita, richiede un’etica di fondo che solo un professionista può garantire. Mantenere la forma fisica mentre si gode di buona salute è il modo migliore di fare prevenzione, abbattendo i costi delle cure mediche e riducendo la spesa sanitaria. Come il medico somministra il farmaco, l’istruttore di fitness somministra l’esercizio”.
Una formazione che gli studenti di Scienze Motorie potranno ricevere in maniera del tutto innovativa grazie all’attivazione del corso di laurea telematico dell’Università San Raffaele di Roma in collaborazione con il Campus Don Bosco di Catania: “Venire incontro alle esigenze di chi lavora è la nuova frontiera dello studio telematico – illustra Elisa Randone, referente del Campus Don Bosco e dell’Università San Raffaele – Tramite un clic sarà possibile studiare on line con i video delle lezioni. Non verrà meno il contatto diretto con i tutor e i docenti all’interno del Campus e la pratica del tirocinio si terrà in strutture convenzionate”. Come osservato da Salvatore Monteleone, ingegnere ricercatore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Catania: “La tecnologia rappresenta uno strumento innovativo a supporto del tradizionale modo di fare formazione”.

Un fruttuoso dibattito svoltosi con convinta partecipazione, al quale ha fatto seguito il seminario sul tema, con il contributo degli esperti del settore, degli appassionati e dei giovani che si affacciano alla professione, innescando nuovi spunti di riflessione, nella ferma convinzione che il benessere psico-fisico rappresenti un traguardo per la comunità globale e una responsabilità per le Istituzioni che la rappresentano.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi