La catanese Teodora Grazia Marletta sogna un’esposizione per oltre 1.500 uniformi professionali, storia, moda e cultura italiana, per festeggiare i 25 anni di attività

A_9831pAttenzione da parte della Regione Siciliana alla proposta di realizzazione del Museo delle Uniformi professionali, progetto proposto da Teodora Grazia Marletta all’assessore ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata, che ha interessato la Soprintendenza di Catania a verificarne la fattibilità. Una delle tante proposte da realizzare in occasione del 25˚ anniversario dell’azienda Valtessile, della quale Marletta è amministratore unico. Un museo unico in Italia in cui esporre oltre 1500 capi tra le eleganti divise per alberghi e compagnie aeree, le lussuose uniformi degli ordini cavallereschi, gli accessori e i bozzetti, costumi realizzati per il cinema e il teatro.

Da Luigi XIV, con le sue uniformi omogenee e sontuosamente guarnite, passando attraverso il periodo napoleonico con l’originalissimo e sfarzoso abbigliamento militare, oggi la divisa si insedia negli ambiti più disparati dove la professionalità è legata all’estetica, alla funzionalità e al buon gusto.

Una storia, quella di Valtessile, che inizia nel 1988 con l’intento di sostenere le aziende nella creazione di una “brand image” attraverso l’abito, seguendo le esigenze e i valori aziendali. Incontriamo Teodora nel prestigioso ed elegante palazzo umbertino di via Gabriele D’annunzio a Catania. “La mia azienda si propone come interlocutore privilegiato per tutte le attività consapevoli del valore della divisa come veicolo di comunicazione esterna” ed ancora “una tradizione che si esprime nella ricerca dei materiali, nella perfezione quasi maniacale dettata dalle mie origini di chimico, qualità e cura dei dettagli”, è quanto dichiara Teodora Grazia. Una passione la sua, nata durante l’infanzia, che la lega alla zia Nina, apprezzata sarta siciliana degli anni 50.

Un museo delle uniformi professionali come “casa della memoria” per un patrimonio unico che testimonia l’evoluzione della moda e del costume. Un luogo d’interesse che possa fungere da attrattiva turistica e soprattutto culturale-didattica per gli istituti alberghieri, aeronautici, navali, per le accademie di moda e, non per ultimi, gli appassionati del settore; gli studenti potranno “toccare con mano” un lavoro qualificato realizzato dall’azienda catanese, che in questi 25 anni ha personalizzato le sue divise catturando l’attenzione del mercato internazionale, impegnandosi nella realizzazione dell’immagine coordinata. Stili, tendenze e culture, potrebbero incontrarsi, ad esempio, nell’ex Collegio dei gesuiti di via Crociferi a Catania, se la Regione Siciliana vorrà recuperarlo dopo anni di abbandono e restituirlo alla fruizione, destinandone almeno una parte a struttura espositiva. E’ notizia di questi giorni la conclusione del primo lotto di lavori per la collocazione delle telecamere di sicurezza e dell’impianto elettrico. A breve scadenza sarà bandita la gara per l’assegnazione dei lavori di messa in sicurezza e consentire l’apertura parziale dell’edifico monumentale. Già prevista, infatti, a giugno “La festa dell’architettura”, con il coinvolgimento di ordine professionali e associazioni culturali.

“Immagino un museo vivo, un contenitore culturale; al suo interno verrà realizzato un percorso multimediale con installazioni e proiezioni di bozzetti, sfilate e fasi di lavorazione. All’interno del museo – spiega l’imprenditrice – avranno luogo anche laboratori, corsi di formazione e workshop per rilanciare lo stilismo e la sartorialità come professioni che possano dare opportunità di lavoro qualificato ai giovani”.A-Flayer -2X-G

Per celebrare il 25˚ anniversario dell’azienda, grata dei successi che l’hanno accompagnata durante questo lungo percorso, l’imprenditrice siciliana intende ricambiare tale consenso favorendo la formazione dei giovani studenti promuovendo e aprendo la strada a stage formativi.

“Le soddisfazioni e i riconoscimenti mi hanno sempre accompagnata durante la mia carriera. Ho partecipato ad esempio ad una delegazione di imprenditori italiani insieme al presidente Napolitano in visita di stato in Turchia. Ho sempre collaborato con l’Università di Catania, partecipando come relatore a svariati seminari e conferenze. Dal 2008 collaboro inoltre in maniera continuativa con il Dipartimento di Impresa, Cultura e Società – Strategie e Marketing per l’Internazionalizzazione della Facoltà di Economia e Commercio. Ritengo che puntare sulla cultura, la formazione e l’arte, sia la chiave di volta per garantire sviluppo e progresso

Il progetto del museale rappresenta, dunque, una nuova scommessa per Teodora Grazia Marletta, sempre attenta a cogliere nuovi interessi e pronta a mettersi alla prova. Un impegno che la vedrà ancora una volta in collaborazione con le scuole, l’Università e il mercato del turismo.

di Martina Strano

A proposito dell'autore

La porta sempre aperta Una costante di Daniele Lo Porto. la sua porta è sempre aperta, in tutti i sensi. Ha tempo e voglia per ascoltare chiunque abbia qualcosa da raccontare, anche se è sommerso di lavoro. Ha iniziato il 26 novembre del 1978, giorno del suo diciannovesimo compleanno, ma era anche la sua prima domenica, indimenticabile, da "giornalista" e del suo primo articolo, anzi dei suoi primi articoli. Una domenica iniziata all'alba e finita di sera, dopo aver corso da un campo all'altro, essere sceso da un autobus per poi risalire su un altro, per scrivere tre partite di calcio giovanile. Il più bel compleanno di sempre, quello: concretizzava una passione scaturita fin da bambino che, col tempo, sarebbe diventata professione. Il Diario, Il Giornale del Sud, Il Giornale di Sicilia, Sicilia imprenditoriale, Telecolor, l'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania, Il Corriere della sera, Sicilia&Donna, oggi Siciliajournal.it. Ricomincia, con l'entusiasmo di allora.

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