Lina Wertmüller, spirito libero del cinema italiano

di Agnese Maugeri, foto servizio: Vincenzo Musumeci

CATANIA- Forza. È questo il termine che riesce a descrivere meglio il carattere e la vita di una grande artista italiana, Lina Wertmüller. Non è di certo la figura minuta, il capello corto o i mitici occhiali bianchi a colpire l’interlocutore, ma è sicuramente la sua caparbietà e tutto ciò che si cela dietro quegli occhiali, nel suo sguardo dolce e magnetico che tanto ha visto e che riesce a raccontare. Una vita presa a morsi, intraprendendo un lavoro, a quei tempi come ora, prettamente maschile, esordendo in televisione e poi dividendosi tra cinema e teatro, collezionando innumerevoli successi, film divenuti dei veri cult del cinema italiano, apprezzati e invidiati nel mondo.

Nella saletta del Centro Studi Laboratorio D’Arte di Alfredo Lo Piero si è tenuto l’incontro tra la Wertmüller e i giornalisti, la regista si trova nella città etnea per uno stage fortemente voluto da Lo Piero rivolto agli allievi della scuola: “chiudiamo in bellezza un anno accademico che ha visto tra i nostri ospiti nomi come Giancarlo Giannini, Giovanni Veronesi, Dario Argento ed Enzo G. Castellari. Per noi che con sacrificio cerchiamo di fare arte e cultura, era doveroso far conoscere ai nostri studenti una personalità come Lina Wertmüller, da cui potranno apprendere suggerimenti preziosi”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il giornalista Daniele Lo Porto, l’attore siciliano Tuccio Musumeci che aveva conosciuto la Wertmüller durante le riprese del famoso film “Mimì metallurgico ferito nell’onore” e il numeroso pubblico che ha rivolto alla regista svariate domane e curiosità.

Siparietti divertenti sono stati vissuti grazie alla presenza di Tuccio Musumeci che ha ricordato momenti esilaranti successi durante le riprese del film, menzionando Gincarlo Giannini, Mariangela Melato e Turi Ferro.

Una regista che insieme a un altro grande artista del cinema italiano, Pietro Germi, ha contribuito a creare un prototipo di siciliano famoso nel mondo, Musumeci spiegando questa abilità ha affermato: “loro sono riusciti a scovare quei tratti caratteriali dei siciliani che nessuno aveva ancora notato ma i siciliani spesso si vergognano delle proprie tradizioni al contrario dei napoletani che invece ne vanno fieri e che preservano e conservano la loro cultura”.

È ancora la forza di questa donna e regista a trapelare, questa indomita caratteristica che ha segnato ogni suo legame , ogni pensiero e azione, il suo rapporto burrascoso con le forme di potere ne è un esempio, confermando il suo acceso anticonformismo che non demorde nonostante l’età “con il potere non ho mai avuto conflittualità ma più che altro ho sempre nutrito poco rispetto per esso. Sono un cavallino libero”.

Proprio sulla mancanza di istituzioni valide e sulla tremenda crisi che sta toccando il cinema odierno, stretto in una morsa tra l’assenza di sceneggiatori, idee, registi e la necessaria dipendenza della politica per i finanziamenti, si è incentrato il discorso, una vicenda sofferta in cui i protagonisti come Lo Piero e Musumeci si trovano a far fronte comune contro una classe politica che sconosce l’arte e la cultura e che non riserva ad essa alcuna attenzione.

I ragazzi oggi, suggerisce Lo Piero, devono creare delle realtà culturali che si mettono in sinergia tra loro così che la voce del singolo possa diventare un coro e sperare che sia ascoltata, del resto l’unione fa la forza.

Accorata è anche la considerazione di Tuccio Musumeci “I grandi registi negli anni passati avevano la possibilità di scegliere, oggi invece tutto è gestito dalle produzioni, spesso si andava al cinema non per l’attore ma per il regista, per vedere il film di Germi, Fellini della Wertmüller. Purtroppo oggi della cultura italiana nessuno ne parla”.

Ma come sempre i grandi artisti meritano doverosi ringraziamenti e così dal pubblico si alza un anziano esercente cinematografico che rivolge alla regista romana parole di gratitudine per i grossi guadagni realizzati negli anni per merito delle sue pellicole.

Del resto i film della Wertmüller sono sempre stati riconosciuti come capolavori basti pensare a “Pasqualino sette bellezze” che le conferì ben tre nomination Oscar e una quarta la concesse a Giannini come miglior attore.

Proprio a lei va il merito di aver scovato Giancarlo Giannini e di aver saputo mettere in luce le straordinarie doti di artiste amate nel mondo come la Loren, la Melato, la Sandrelli e molti altri. Durante l’incontro ha espresso i suoi apprezzamenti per Luca Zingaretti un interprete con il quale le piacerebbe lavorare e ha anche sferzato un colpo contro il remake americano del suo celebre film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”.

Una delle maestre della commedia che ha saputo trasmettere nelle pellicole il buonumore, l’irriverenza e l’ironia che sono il sale del suo animo “non ho mai fatto distinzioni tra uomini e donne, per me non esistono” ha affermato, perché lei non si è mai tirata indietro neanche quando doveva lavorare in mezzo a soli uomini. Mossa sempre da uno spirito anarchico che l’ha fatta viaggiare libera esprimendo tutte le emozioni che la vita regala, privilegiando i rapporti umani e parlando dei sentimenti anche quelli più carnali e passionali.

Le parole più belle Lina le ha riservate alla Sicilia terra da lei amata “Catania è un grande palcoscenico. Voi siciliani non vi rendete conto di stare sopra uno scoglio di importanza strategica, cosa c’è di meglio delle invasioni per accrescere la civiltà”.

La vitalità di una regista ancora in cerca di storie da raccontare, di una donna che malgrado tutto non si arrende agli acciacchi dell’età ma che continua sferzante a regalare sorrisi ed emozioni.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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