Giuseppe Castiglione e Pino Firrarello erano pronti per passare al Pd, ma il coinvolgimento dell’ex Presidente della Provincia nell’inchiesta del Cara di Mineo ne blocca, al momento, la migrazione al partito di Renzi. Dimissioni in arrivo per Castiglione e Alfano?

L’operazione di Renzi di spalancare le porte del Pd e a chiunque ne abbia voglia, volontà e piacere, a prescindere dal pedigree puro o contaminato che sia, continua imperterrito. La trasformazione del Pd nella Balena Bianca dell’ex Democrazia Cristiana, è in atto in tutto il territorio nazionale e si sta palesando particolarmente nella nostra isola.

Esempi emblematici sono: il passaggio di ex Udc nel partito di Renzi; sia la recente confluenza nel Pd dell’“Articolo 4 (il movimento politico fondato da Lino Leanza, già vice di Cuffaro e Lpino firrarelloombardo), zeppo, per l’appunto, di ex cuffiariani e lombardiani per appoggiare il governatore Rosario Crocetta; sia il caso Agrigento, dove il Pd sarà a fianco di Forza Italia nelle primarie di coalizione per il candidato sindaco della città dei Templi.

Ma il Pd di oggi, incarna il carattere del suo segretario, il premier Matteo Renzi, e non si accontenta mai. Infatti, in questi giorni si susseguivano voci abbastanza fondate che davano per imminente il passaggio del sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione (referente di spicco per la Sicilia di Angelino Alfano), e del suocero, ex senatore e attuale sindaco di Bronte, Pino Firrarello (entrambi del Nuovo Centrodestra), al Partito Democratico

Pare che del ruolo di Caronte per trasmigrare le due anime, dal Ncd al Pd, si fosse fatto carico Enzo Bianco, anche in virtù di una sorta di legame maledetto che lega il sindaco di Catania a Castiglione, ovvero, un nemico in comune: l’ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo.

Ma il cambio di casacca potrebbe trovare un serio impedimento nella notizia pubblicata dai principali organi di stampa, che dà per certa l’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Castiglione, nell’inchiesta sull’appalto del Cara di Mineo, per i reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Sia in qualità di soggetto attuatore, quale Presidente della Provincia di Catania protempore; sia come presidente del “Calatino Terra d’Accoglienza”, quando la competenza nel 2013 è passata al ministero dell’interno.

Adesso nel mondo politico tutti si chiedono se il passaggio al Pd di Castiglione e Firrarello resta in sospeso o, il Pd, pur di incamerare il non indifferente bacino di voti che i due esponenti siciliani del Ncd sono capaci di spostare, è disposto ugualmente ad assoldarli tra le sue fila?

I prossimi giorni faranno chiarezza sull’enigma. Noi crediamo che per adesso non ci sarà alcun cambiamento di partito, perché il clamore mediatico del coinvolgimento di Castiglione nell’inchiesta del Centro accoglienza siciliano si tradurrebbe in un autogol per il premier “pigliatutto” Matteo Renzi. Probabilmente, se il cambiamento di casacca fosse già avvenuto, ci sarebbe stata una strenua tutela dell’indagato, magari con la scusa che fino a sentenza passata in giudicato siamo tutti innocenti…

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Nonostante tale indagine non c’entri con l’attuale incarico governativo di Castiglione, crediamo che le sue dimissioni siano un atto dovuto, per una questione di etica e trasparenza. Ma non solo le sue… L’ex presidente della Provincia di Catania è uno degli uomini di fiducia del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il fautore della discutibilissima operazione Mare Nostrum che a questo punto ci viene il dubbio fosse anche un mezzo per riempire il Cara di Mineo…

Vincenzo Adalberto 

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