ROMA – Dal nostro inviato Alessandro Ferro

Non c’è l’ha fatta la nostra piccola grande giocatrice Sara Errani, sconfitta in finale agli Internazionali d Roma da Serena Williams 6-3 6-0. Chi non ha visto l’incontro potrebbe pensare ad una gara a senso unico, e proprio qui sta il rammarico più grande. Perché a senso unico proprio non era, i primi 7 giochi del primo set hanno dimostrato come Sara fosse pienamente in partita con la numero uno al mondo ed una delle giocatrici più forti di sempre. Il parziale di 4-3 al primo set per la Williams era un risultato in bilico, specie dopo il break appena conquistato dalla nostra campionessa che serviva per il 4-4, ma poi ci si è messa la sfortuna ad indirizzare in modo netto le sorti dell’incontro. “Oggi è andata male, mi dispiace – ha commentato la Errani in conferenza stampa davanti ai giornalisti – sul 4-3 ho sentito male alla gamba e da lì, non so, ora vado a fare la risonanza e vediamo, spero di non avere niente di grave. Peccato, la settimana è stata positiva, ho giocato delle belle partite anche fisicamente molto dure  e forse anche per questo l’ho pagata oggi, ed anche la tensione magari ha contribuito. Ci ho provato, sono rimasta in campo fino alla fine, non volevo ritirarmi, anche per il pubblico che è stato pazzesco fino alla fine, durante tutta la settimana e non se lo meritava. Sono triste, oggi è stata una giornata tristissima: avere una finale a Roma e non poterla vivere, non poterci provare per qualcosa di non mio è dura, avrei volute fare molto di più, ho provato a lottare ma sapevo di non poter continuare a correre e già al 100% è dura contro Serena figuriamoci così. Spero di recuperare in tempo per Parigi, non so cos’ho…. Mi porto dietro un bel torneo, tante bellissime emozioni, il Centrale pieno…un po’ di rammarico per oggi, ma bellissime cose. Ho provato a giocare nel doppio perché volevo vedere dopo i trattamenti che avevo fatto come andava però mi faceva male e mi dispiaceva per Robi: anche lei ha avuto problemi durante la settimana, ma è rimasta lì e ci ha provato pure lei, mi sentivo in dovere di farlo ma avevo doloro e non c’è stato niente da fare”.

Un infortunio alla coscia sinistra di Sarita, forse un’elongazione, ha cambiato le carte in tavola. Non è bastato il massaggio fisioterapico e la vistosa fasciatura alla coscia a cambiare la storia dell’incontro. Così la Williams ha chiuso agevolmente 6-3 il set. Il secondo è stato un’agonia, con Sara capace soltanto della battuta ma non più della corsa. Forse era meglio ritirarsi prima, forse no, nessuno può dire quale sia la decisione più giusta da prendere in quei casi, se continuare a giocare o meno. La decisione più giusta l’ha senz’altro presa lei, che ha continuato stoicamente a stare in campo nonostante fosse quasi incapace nei movimenti, con il match che si è velocemente trascinato sul 6-0 per Serena Williams. “Sono rimasta in campo per voi, mi sembrava giusto così”, ha detto Sara a fine gara durante la premiazione in campo con la voce rotta dalla commozione  per non essere riuscita ad esprimere il tennis che voleva e non essersi potuta giocare le sue carte così come il lungo ed entusiasmante cammino da lei percorso fino alla finale avrebbe meritato. Il pubblico era tutto in piedi ad applaudirla ed a rendere tributo ad una gran donna che 63 anni dopo ha raggiunto una storica finale al Foro Italico ed ha dimostrato che, nonostante la sfortuna, rimane forte e vincente. 

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Nella finale maschile ha trionfato Novak Djokovic 4-6 6-3 6-3, il quale a fine partita ha dedicato un pensiero alla sua nazione, la Serbia, in ginocchio per la più grave alluvione della sua storia e che ha già causato decine di vittime. “Ho seguito negli ultimi 2 o 3 giorni che cosa sta succedendo con questa catastrofica alluvione. E ‘qualcosa che ha tolto un sacco di speranza e non essere presente mi rende triste perché non posso contribuire fisicamente. Abbiamo bisogno di aiuto dal mondo perché il processo di recupero nel nostro paese può durare per mesi o anni e dipende da quanto aiuto otterremo. Questo è il più grande disastro nella storia del nostro paese ed a livello internazionale non si conosceva molto su di esso ed è per questo che sto cercando di parlarne un po ‘più del solito. Vedo che molti atleti in Serbia non stanno gareggiando perché hanno scelto di aiutare le persone in difficoltà, quindi questa vittoria e questo trofeo è dedicato a loro”.

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L’incontro ha visto il serbo cedere il primo set a Nadal giocando male e dando l’impressione di non essere ancora nel vivo della partita. Ma quando i giri del motore di Nole hanno cominciato ad entrare a pieno regime, ecco che anche il numero 1 al mondo si è trovato in grossa difficoltà non riuscendo a contrastare il gioco del serbo che ha chiuso con un doppio 6-3 gara, partita, incontro e torneo. Per lui si tratta del terzo trionfo nella terra rossa romana.

 

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