di Agnese Maugeri

Catania- Serata di gala per l’annuale appuntamento con il Lions Day Awards 2014 – Premio Faro Biscari e Globus Magazine Prize, premiati personaggi dello sport, dell’arte, dello spettacolo, della musica, della solidarietà che contribuiscono, con il loro operato, a mantenere alto il Made in Sicily nel mondo, facendo conoscere l’impegno, la professionalità e le grandi potenzialità del popolo siciliano.

Il titolo di quest’ottava edizione del festival è stato “Sicilia Viaggio di Solidarietà – The Age of Lions Traveller”, la serata di premiazione tenutasi al Teatro Ambasciatori è stata presentata dal patron Enzo Stroscio affiancato da Marilissa Spironello critica d’arte; madrina d’eccezione della kermesse l’attrice catanese Alessandra Costanzo, e come ospite e premiato speciale il poliedrico attore siciliano Lando Buzzanca.

Le note jazz suonate dalla HJO Jazz Orchestra diretta dal maestro Sebastiano Benvenuto Ramici, hanno inaugurato il gala, intervallando con piacevoli momenti musicali tutta la manifestazione; all’orchestra è stato anche consegnato un premio per aver saputo coniugare la tradizione bandistica siciliana con la cultura swing americana, e per utilizzare la musica come mezzo di comunicazione in importanti campagne di solidarietà e sensibilizzazione sociale.

foto 2-4Tante sono state le personalità di spicco premiate durante la serata, la prima a salire sul palco è stata l’ex campionessa olimpica di ginnastica artistica e ballerina Maria Cocuzza, oggi Giudice Nazionale e Internazionale. Il riconoscimento le è stato dato per i suoi meriti sportivi, per essere stata la prima ginnasta siciliana ad avere partecipato alle olimpiadi (Seul 1988),  per la sua versatilità e voglia di non arrendersi mai.

Un altro premio è stato dato ad Andrea Lo Cicero campione di rugby con 103 presenze in nazionale, lo sportivo però non ha presieduto alla kermesse perché sta partecipando al programma di Carlo Conti alla Rai.

Il Lions Award e Globus Magazine è stato assegnato all’attore cinematografico e teatrale Mario Opinato, per la sua carriera internazionale che lo porta a lavorare tra l’America e l’Italia.

Mario Opinato ritirato il premio ha anche risposto a qualche nostra domanda:foto 3-2

La sua carriera internazionale l’ha tenuto per dodici anni lontano dall’Italia lavorando a fianco d’illustri attori Hollywoodiani, cos’ha portato della sua sicilianità all’estero?

“Il primo periodo in America l’essere siciliano mi pesava un po’ perché purtroppo all’estero la Sicilia è ancora legata allo stereotipo della mafia, poi con il passare del tempo e soprattutto con l’esplosione e lo sviluppo che Catania ebbe negli anni 90, diventò più facile, quasi un vanto, dire che ero Italiano un Siciliano di Catania, la città del vulcano Etna. Quello che più colpiva la mia attenzione durante la permanenza negli States era il desiderio dei vecchi emigranti siciliani di sapere, conoscere nuove notizie della loro terra, ancora internet non era così diffuso e alla portata di tutti, così usavano me come “postino” per avere informazioni del loro paese natio. Vedere in quei volti la nostalgia e l’orgoglio verso una terra lontana nella quale non erano potuti invecchiare è sempre rimasto impresso nella mia mente, ecco perché quando fui chiamato da una produzione italiana per girare la fiction “Orgoglio” non ci pensai due volte a tornare nel mio paese”.

Avendo lavorato per produzioni Italiane e Americane, quali sono le differenze, e cosa pensano gli Americani, del nostro cinema soprattutto in questo periodo dove non riceve i giusti sussidi?

“È impossibile paragonare il cinema di Hollywood a quello Italiano perché ogni produzione è concepita, gestita e vissuta come un gran prodotto, qui non è così c’è un’altra mentalità. Il cinema Italiano sta vivendo un momento difficile per colpa dello Stato perché non si occupa più di finanziare i film, ma non sta facendo questo solo con il settore cinematografico ma con tutto il mondo dell’arte, un po’ di decenni fa si era assistito in Italia a delle produzioni fantasma dove si intascavano i soldi dei finanziamenti senza far mai uscire il film, per questo lo Stato era diventato più diffidente, ma ormai si è arrivati a un punto di chiusura totale che non è tollerabile.

Ma non per niente anche con queste forti difficoltà gli Italiani sono capaci ancora di produrre e di ottenere successi, noi siamo i maggiori vincitori di Oscar come miglior film straniero, basti pensare a quest’anno con “La Grande Bellezza” o “La vita è Bella”, “Cinema Paradiso” per poi andare a ritroso nel tempo con i film di De Sica e di Fellini, possiamo competere per questa nota statuetta con gli inglesi ma a loro la lingua li facilita. Gli Americani sono pazzi dei nostri film, infatti nelle maggiori università di cinema come la UCLA (University of California Las Angeles) o alla New York University si tengono corsi di cinema italiani dove i nostri grandi registi vengono studiati”.

Continuano le premiazioni ai Lions Awards, sono state così consegnate altre due  targhe, la prima alla cantante e interprete Eleonora Bordonaro per il suo impegno sociale, il talento compositivo e la sua calda voce folk – jazz attraverso la quale porta in giro e fa conoscere le vecchie canzoni della cultura siciliana; e la seconda all’ ESAF (ente per la salvaguardia ambiente e foreste) di Sant’Agata Li Battiati per le attività di promozione e impegno sociale.

foto 4-2Un altro riconoscimento per l’innovazione a servizio della comunità internazionale, è stato attribuito al World Robotic Team dell’Istituto Tecnico Industriale Archimede di Catania, a ritirare il premio i tre studenti Davide Anastasi, Marco Scirocco e Salvatore Pagano e il loro professore Domenico Ardito, una squadra giovane e forte che ha vinto per ben due volte il titolo di campioni del mondo in competizioni di robotica, sia nelle gare individuali che nel super team, portando Catania tra le eccellenze a livello mondiale nel campo della robotica.

Il professor Domenico Ardito ci ha fatto conoscere il robot ballerino vincitore “Jeco” e mostrato i video dei ragazzi durante le loro vittorie.

Come mai è stata scelta per il robot proprio quest’abilità del ballo, e a che nuovi progetti state lavorando?

“Jeco si chiama così in onore a Michael Jackson, nel 2010, pochi mesi dopo la morte della pop star, dovevamo partecipare alle gare di Robocup Junior di Vicenza, così abbiamo pensato di creare questo robot capace di ballare il MoonWalk famoso passo di Michael Jackson, l’idea fu un vero trionfo, arrivammo ottavi alla competizione e questo ci permise di partecipare poi ai campionati mondiali di robotica di Singapore.

Stiamo lavorando nel campo dell’intelligenza artificiale IA. su un robot a grandezza umana, Martin, sull’elaborazione del riconoscimento delle emozioni attraverso i movimenti facciali, in più portiamo avanti i nostri lavori sugli androidi comandati con dei dispositivi Arduino che permettono di interagire con il robot direttamente da una simulazione attiva su computer. Questi ragazzi sono dei veri talenti lavorano bene in squadra e riescono sempre a portare a casa ottimi risultati”.

Il premio più prestigioso il “Faro Biscari 2014” è stato consegnato all’illustre attore di teatro, televisione e cinema  Lando Buzzanca, per la professionalità e la lunga e poliedrica carriera  che ha dato lustro alla sua sicilianità in maniera tenace ed instancabile.

Un uomo spiritoso e galante attore del passato e ancor di più del presente, oggi alla soglia dei suoi ottant’anni è un ottimo esempio per le nuove generazioni.

Lando Buzzanca, conclusa la kermesse, ha risposto alle nostre domande.foto 5

Una carriera multiforme la sua, attore degli intramontabili film commedia all’italiana, attore impegnato in film e fiction, attore teatrale, presentatore, qual è il periodo che ricorda con particolare piacere?

“Tutta la mia vita e la mia carriera la ricordo con piacere anche i momenti tristi o difficili, e sono stati tanti, ma una volta superati diventano anche loro belli, ricordo quel giorno in cui in un cinema di Palermo mentre guardavo un film con dei compagni mi alzai in piedi e gridai alla platea, guardatemi tutti bene ora perché presto dovrete pagare per vedermi, ricordo quando l’indomani presi il treno per Roma e mio padre che mi accompagnò alla stazione mi diceva domani tornerai a casa con i carabinieri, e invece a casa non tornai per i due anni successivi. Però, se devo trovare il momento che ricordo con più gioia è stato quando finalmente riuscì a farcela negli anni ‘68-70, grazie anche al programma “Signori e Signore” dove abbiamo raggiunto il record di ascolti per quei tempi, quasi tutt’Italia ci seguiva”.

Data la sua esperienza, quale consiglio darebbe ai giovani che sognano di fare l’attore o che si apprestano a intraprendere questa carriere e magari, come lei anni fa,  decidono di partire?

“Io ho avuto la fortuna di affacciarmi a questo mondo quando le donne si facevano strada per affermarsi e gli uomini potevano stare a guardarle. Erano tempi diversi ma la tenacia, la grinta il vulcano che ho dentro e che ha sempre caratterizzato il mio animo rispecchiando la mia sicilianità mi hanno dato la giusta carica per andare avanti, reinventarmi e non fermarmi mai. I giovani d’oggi che vogliono essere attori devono sentire dentro questo desiderio e proseguire sempre nei loro obbiettivi. Il suggerimento che voglio dare è quello di esercitare la loro memoria perché la libertà di un attore sta proprio in essa, quando studiano un personaggio devono immedesimarsi e ricordare tutto perfettamente così che sembri davvero che quelle parole appartengano a loro, e il pubblico, che poi è la nostra forza il nostro nutrimento, possa trovare nella loro interpretazione la veridicità del personaggio e ricordarlo sempre”.

Agnese Maugeri

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