di R. C.

CATANIA – “L’isola del Sacro Graal” di Salvatore Spoto (edizioni Tipheret), è un affascinante percorso che associa la discesa dei normanni nell’isola alla mitica venuta di re Artù sull’Etna. Sono i monaci templari i custodi di questo mondo, che troveranno ospitalità in “magioni”, a fianco delle cattedrali-fortezze. Sarà Ruggero II a volere nel suo stendardo il simbolo dell’ordine del tempio, la croce rossa. Religiosi e guerrieri che non disdegnarono di collaborare con la setta islamica degli “Assassini” per costruire una “paradisiaca” struttura che ospitasse il riposo dei templari. Con l’avvento di Federico II i monaci subirono un processo di decadenza, sostituiti dai Cavalieri teutonici che erano più fedeli al sovrano svevo. Temi interessanti che hanno appassionato il numeroso pubblico catanese accorso all’affollata presentazione nella Libreria Feltrinelli. A parlarne lo scrittore Domenico Trischitta e la giornalista Alessandra Bonaccorsi, direttore di Sicilia&Donna. Spoto, nato a Catania nello storico quartiere di via Garibaldi nei pressi del Fortino, è stato giornalista de “Il resto del carlino” e de “Il Messaggero”. Nel corso degli anni ha intrapreso una parallela attività di scrittore di apprezzati saggi storici, da ricordare “Roma esoterica”, “Sicilia normanna” e “Sicilia templare” che anticipano i temi questa sua ultima pubblicazione.

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