I deputati del gruppo, Gino Ioppolo, Nello Musumeci e Santi Formica chiedono al Governo il blocco della vendita indiscriminata degli immobili delle ex Province e che si faccia luce sull’ Albergo “Milocca” di Castelbuono. Interpellanza urgente all’Ars anche a favore dei 214 dipendenti di Tecnoservice pignorati da Equitalia

PALERMO – Continua senza sosta l’attività dei deputati della Lista Musumeci all’Ars. Un’interrogazione a risposta urgente scritta è stata presentata al governo Crocetta per chiedere di impedire ai commissari delle Province siciliane la vendita indiscriminata degli immobili di proprietà degli enti, se non per motivi di assoluta gravità e con l’autorizzazione del Governo regionale.
L’atto ispettivo è stato presentato, nei giorni scorsi, dai deputati Gino Ioppolo primo firmatario, Nello Musumeci e Santi Formica.
“Nonostante vi sia incertezza sul futuro delle Provincie regionali, alcuni Commissari nominati dal Governo continuano a dismettere il patrimonio immobiliare provinciale, senza la minima concertazione né con gli enti locali, né con gli organi competenti regionali. Di fatto – aggiungono i deputati – dopo che il Commissario di Messina ha messo in vendita i beni immobili della ex Provincia semplicemente per fare cassa, adesso anche il Commissario di Palermo ha deciso di vendere uno delle più prestigiose strutture di proprietà dell’Ente, l’albergo “Milocca” di Castelbuono.
I deputati della Lista Musumeci chiedono di sapere se “la decisione di vendere una struttura dall’accertato valore storico e turistico sia stata sottoposta a verifica da parte delle autorità regionali e comunali, se sono stati formalizzati gli adempimenti di legge previsti, la valutazione effettiva dell’immobile, la sua cedibilità in funzione del valore storico e turistico e gli eventuali diritti di prelazione”.
Un’interpellanza urgente, invece, è stata presentata all’Ars dagli stessi deputati del gruppo per chiedere al governo regionale di intervenire in favore dei 214 dipendenti della Tecnoservice Srl, in servizio al Policlinico di Catania.
“I lavoratori, pur prestando regolarmente servizio, non ricevono lo stipendio dal mese di luglio, a causa dei pignoramenti di Equitalia, creditrice della società, che si rivale direttamente sui compensi dei dipendenti. Non è plausibile  – si legge nell’atto ispettivo – anche in presenza di un debito rilevante, che l’istituto di riscossione possa rivalersi per intero sugli stipendi dei lavoratori, soprattutto quando ad essere debitrice è la società, non i lavoratori stessi. Non sarebbero pertanto responsabili, non avendo contratto personalmente debiti”.
Ioppolo, Musunmeci e Formica chiedo al governo Crocetta di intervenire per fare chiarezza sulla vicenda, dove sono evidenti gravi anomalie nel trattamento sindacale e in quello dei pagamenti, inaugurando un precedente grave anche nel rapporto tra società ed ente pubblico”.

S.R.

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