Daniele Lo Porto

CATANIA – “È evidente che in Sicilia c’è una peculiarità diciamo ormai superata in gran parte di Italia cioè la presenza di tantissime discariche private. Ovviamente qualcuno ha l’interesse che questo sistema che ormai viene messo in discussione in Europa e nel mondo resti sostanzialmente analogo”. Parola del presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, che dichiara ciò che i siciliani conoscono e vivono sulla propria pelle da almeno un decennio. ma lo dice Raffaele Cantone e non un anonimo pensionato sulla panchina della villa comunale. Quindi: è verità assoluta, anche se – diciamolo – un po’ banale.

Altra verità sconvolgente riguarda la sanità, che è una delle voci che maggiormente incidono anche sul bilancio della Regione Siciliana: “Nel sistema della sanità abbiamo fatto una serie di verifiche sul piano nazionale riscontrando un dato che troviamo anche qui in Sicilia: la presenza enorme di appalti con proroghe continue. Il meccanismo delle proroghe finisce per essere un sistema. Piuttosto che fare gli appalti si continua a prorogare. È un meccanismo che non funziona e che non è giusto adottare. Abbiamo fatto accertamenti mirati su alcuni appalti – ha proseguito Cantone – che riguardavano soprattutto le assistenze domiciliari e le assistenze a soggetti esternalizzati rispetto alla strutture ospedaliere o lungodegenti con assistenza a casa e abbiamo anche qui verificato la strana presenza di un sistema cooperativo che quasi sempre fa capo ad un unico soggetto con appalti che, anche in questo caso, godono di proroghe continue”.
E, tra una scoperta dell’acqua calda e dell’acqua fredda, l’ineffabile presidente dell’ANAC, rivela, o meglio ribadisce per l’ennesima volta che “Quello del Cara di Mineo per noi resta un piccolo punto di dispiacere, perché una serie di cose le avevamo dette prima. Forse se la stazione appaltante fosse intervenuta correggendo una serie di problemi, non si sarebbero trovati esistenti nel momento in cui sono intervenute le ordinanze cautelari. Quell’appalto, per come era stato strutturato, rendeva evidentissimo che era un abito cucito su misura”. Il dispiacere di Raffaele Cantone non sembra essere condiviso tanto che, contro il parere di molti e, soprattutto,  della logica, è stata lanciata la proposta di aprire in piena campagna siciliana, a sessanta chilometri dal porto più vicino, un “hot spot”, che sarebbe nuova fonte di lucro, clientelismo, corruzione.

Il suo repertorio di cose note e arci note il presidente Cantone lo ha recitato a Catania nei giorni scorsi dove, alla presenza del sindaco metropolitano Enzo Bianco, ha firmato con i sindaci un protocollo anticorruzione dal valore  etico e giuridico irrisorio,  considerato che più di una Amministrazione cittadina tra quelle firmatarie non rispetto i minimi criteri di trasparenza, consapevole di non avere nulla da temere.

Ma, in questi anni, l’Italietta dei nani della politica e dei ribaltonisti di professione deve trovare un nuovo eroe, una giacca e cravatta presentabile che sia l’uomo simbolo del belpaese ripulito, almeno nella facciata.
Oggi Cantone, ieri il medico efficiente, Guido Bertolaso, per un decennio capo della Protezione civile al quale affidarono anche un Mondiale di nuoto. Eroi moderni, virtuali, che le cronache superficiali vorrebbero magari presentare come incarnazione di valori simili a quelli di Salvo D’Acquisto. Eroe vero, però.

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