di Domenico Trischitta

SOLO L’AMORE CONTA AL TEATRO DEL CANOVACCIO
“Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù. L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.” (Pier Paolo Pasolini)

Che forse PPP fosse l’unico hippy da strada, che alle comuni preferiva le borgate romane, quelle ancora incontaminate dal progresso? L’unico a cui gli fosse possibile una rivoluzione popolare? Un Cristo laico che s’immola in un sanguinoso sacrificio oscurato da una sessualità blasfema? spettacolo-pasoliniForse bisognerebbe rileggere il reportage “La lunga strada di sabbia”, apparso sul settimanale “Epoca”, per capire la rottura pasoliniana nei confronti del falso boom economico italico, che aveva distrutto le coste della nostra penisola e la “verginità” indigena delle sue popolazioni, soprattutto al Sud, dove si è vissuto uno sviluppo economico alle spalle dei meridionali. Il percorso inverso che aveva compiuto Dino Risi nel film “Il sorpasso” dove si passava in rassegna una borghesia opulenta e piaciona che ostentava un tenore di vita migliore, quello vacanziero.
Nicola Costa ci riprova e questo suo omaggio a Pasolini parte dall’amore per imbastire il manifesto di rottura attraverso la sua poetica. Amore tout court per le passioni, la politica, la letteratura e il cinema, dunque è necessaria una catechizzazione delle masse che passa per la presa di coscenza. Non a caso nel lavoro di Costa riappare la presa di posizione nei confronti dei poliziotti di Valle Giulia, i veri proletari della nazione, gli impotenti e innocui rappresentanti delle aeree periferiche, evocati da un PPP maturo e più che mai disilluso. E il monologo finale recitato da Nicola Costa, struggente, definitorio, riassume questa messa in scena polifonica di un Pasolini a più voci e a più corpi: Franco Colajemma, Nicola Diodati, Eleonora Lipuma, Sebastiano Mancuso e Alice Sgroi.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi