Katya Maugeri

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Katya Maugeri

“Dobbiamo spiegare ai giovani chi sono e come vivono i mafiosi, dobbiamo convincerli perché da soli non ce la possiamo fare.” (Beppe Montana)

Quando il ricordo cambia aspetto e diventa azione, memoria capace di dare forma alle idee, ecco che certe morti non diventano vane, trasformandosi in percorsi da seguire, diritti da far valere, orrori da evitare.
Al Teatro Biondo di Palermo, durante la presentazione di “NOma – luoghi e storie NOmafia”, tra gli altri era presente Dario Montana, funzionario della Regione Siciliana membro del direttivo dell’associazione “Libera”, che combatte contro la criminalità organizzata, e fratello del commissario Beppe Montana, ucciso a Palermo dalla mafia nel 1985. Un modo di operare fuori da ogni canone, quello del “Serpico”, stretto collaboratore del vicequestore Ninni Cassarà, ritenuto pericoloso e scomodo da Cosa nostra.
Venne ucciso sul molo di Porticello, borgo di pescatori alle porte di Palermo, in mezzo alla folla, il 28 luglio 1985. Era inoltre impegnato nel sociale ideando il comitato in memoria di Calogero Zucchetto e con Rocco Chinnici nell’educare i giovani.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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