di Katya Maugeri

Giornalista freelance e reporter di guerra, esperta in questioni mediorientali, da anni opera come documentarista, realizzando e autoproducendo reportage in zone di conflitto: dal Libano a Israele e Palestina, all’Afghanistan al Kosovo al Nord Africa, al Medi Oriente, documentando la cruda realtà, dando voce a chi non ne ha. I suoi lavori sono privi di condizionamenti, lavori di straordinario valore giornalistico e di intenso impatto emotivo, volto a smuovere le coscienze di ognuno di noi. Laura Silvia Battaglia è nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). Ha vinto la trentunesima edizione Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’Oro per la Pace.
3Ha iniziato nel 1998 a occuparsi di cronaca per La Sicilia. Corrisponde da Sanaa per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese “Transterra media”, e per gli americani “The Fair Observer” e “Guernica magazine”.  Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani di carta stampata (Avvenire, La Stampa), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu), televisione (Rai Tre Agenda del mondo, Rainews24), magazine (D Repubblica delle Donne, Popoli, Lookout), agenzie (Redattore Sociale), siti web (Tgcom, Lettera43, Assaman).
Il suo documentario, “Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verità”, ha vinto il premio “Giancarlo Siani” 2010. Ha vinto il Premio Cutuli e il Premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2013 con i suoi documentari dall’Iraq.

– Tendiamo – facilmente – a voltarci dalla parte opposta della realtà. Il mondo, nel frattempo, lotta e sanguina. Che cosa sta accadendo intorno a noi?

«Accade un completo riassetto degli equilibri geopolitici globali. Una situazione che porterà il Medio Oriente ad essere “controllato” dall’Iran come potenza regionale dominante, mentre tutta l’area è sempre più debole sotto il profilo della sicurezza. Avremo un’Europa più fragile e divisa ma anche potenzialmente pronta a costruire società multirazziali come negli Stati Uniti, in Canada e Australia. Gli Stati Uniti si defileranno dalla dipendenza energetica dal Medio Oriente e competeranno con la Cina per il controllo delle risorse minerali in Africa subsahariana».

– Quali sono i reali interessi dei protagonisti del conflitto?

«Economici certamente, ma non solo. In Medio Oriente, la tecnica del “divide et impera” attuata in parte dagli US, in parte dalla Russia, pone come nuova protagonista la divisione su basi settarie. Sunniti contro sciiti. Una divisione che si poggia su basi politiche: l’Iran che aspira a diventare unica e incontrastata potenza regionale. Le monarchie del Golfo che si oppongono a questo nuovo assetto su basi identitarie legate alla rivendicazione della purezza islamica sui persiani sciiti».

2– Gli errori e le mancanze da parte della stampa italiana in merito alla politica estera quanto incidono sulla volontà di innalzare i muri dell’indifferenza?

«Le mancanze (perché questo fondamentalmente sono) contribuiscono a creare un popolo bue e ripiegato sul proprio ombelico. Fatto salvo che debba essere costretto a svegliarsi al momento opportuno e pensi di essere al centro di una invasione barbarica. Quando, in verità, la società ha iniziato a cambiare almeno 20 anni fa e la migrazione potrà dare solo un ricambio di forze a un Paese già stanco, demotivato e privo di una classe dirigente solida e di una gioventù propositiva».

– Il razzismo può essere alimentato – al giorno d’oggi – dalla disinformazione?

«Certo. E anche da testate bene orientate e che hanno questo scopo e obiettivo. Libero, Il Giornale e Radio Padania».

– Medio Oriente e Occidente, in che modo si potrà trovare un equilibrio civile?

«Sono categorie troppo vaste e bisogna vedere cosa intendi per Medio Oriente e Occidente. Di chi di cosa parliamo? Di potenze e stati sovrani? Di blocchi politico militari (NATO e GCC, peraltro che agiscono come vasi comunicanti)? Di atteggiamenti culturali? Quali, poi? Direi che l’equilibrio c’è già ed è sicuramente civile perché lo fanno i civili stessi, ossia un buon 85% di persone di buon senso, buona umanità e sani principi universali di rispetto dell’essere umano, prima di tutto e nonostante le differenze etniche, religiose, culturali».

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

Post correlati

Scrivi