di Agnese Maugeri

L’Orso d’Oro, prestigioso premio della berlinare è stato vinto dal regista italiano Gianfranco Rosi con il suo image-1eccelso film documentario “Fuocoammare” interamente girato a Lampedusa, che racconta i due aspetti di quest’isola tra l’emergenza migranti e la normale quotidianità dei suoi abitanti, in una costante dicotomia  tra vita e morte.

L’ambita statuetta arriverà domani a Lampedusa per rendere omaggio all’isola e ai suoi abitanti. L’orso d’oro è già in viaggio tra le mani del dottor Pietro Bartolo, protagonista del film insieme al dodicenne Samuele, tutto è già pronto per festeggiare la vittoria del film di Rosi. Giovedì il dottor Bartolo con il premio partiranno per Roma dove  previsto un incontro con il presidente della Camera Laura Boldrini e in serata alla Casa del Cinema “Fuocoammare”,  riceverà il Nastro d’argento speciale del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici.

Per realizzare il film Rosi non ha voluto comportarsi come le tante troupe giunte sul luogo per girare sterili documentari nel giro di pochi giorni. Il regista si è infatti trasferito a Lampedusa per un anno e mezzo, tutto il tempo delle riprese, in modo da poter comprendere al meglio i ritmi di questo microcosmo così da trasportarli nUnknown-1el suo lavoro, rendendolo un’eccellente testimonianza.Lampedusa viene raccontata mediante la storia di Samuele, un ragazzino dall’atteggiamento spavaldo che cela paure e insicurezze, come molti giovani in fase adolescenziale. Insieme a lui conosciamo la sua famiglia e la loro vita tranquilla in questa terra di frontiera costantemente turbata. Samuele sembra non vedere tutto ciò che avviene quotidianamente intorno a lui, ama giocare nella terra ferma lanciando pietre e andando a caccia di uccelli, ignorando quell’immenso mare che lo circonda. È proprio quel mare, ogni giorno, migliaia di migranti tra cui molti ragazzi come Samuele, tentano di attraversarlo, alla ricerca di una vita più degna di un futuro migliore.

Rosi nel suo film parla dei migranti attraverso il Dottor Bartolo, medico di Lampedusa,  pronto a soccorrere gli uomini e le donne giunte in condizioni estreme sull’isola e purtroppo costretto dalla sua professione a aaaaberlino-1constatare i decessi di molti. Un dottore che malgrado tutto riesce a donare speranza e a non farsi scalfire dall’amarezza di scene vissute inevitabilmente come un’atroce routine

“Fuocoammare” è un film che tratta l’irrefrenabile fenomeno dei migranti ma al contempo mostra la grande umanità degli abitanti di Lampedusa, lasciati soli, ultimi fra gli ultimi che non si risparmiano ma accolgono e aiutano chi, dal resto dell’Europa, è visto come un reietto, un mostro, un pericolo. Lo sguardo assente di Samuele nel film è infatti un netto riferimento alla miopia degenerativa di cui è affetta l’Europa incapace di occuparsi degnamente del problema migranti, anzi affermando, con il suo comportamento, il concetto di isola espresso da Thomas Merton dove non solo nessun uomo è un’isola ma in particolare nessun isola è, o potrà mai essere, come Lampedusa.rosi5-892x500

Gianfranco Rosi già vincitore del Leone D’Oro di Venezia con il film “Sacro Gra” quest’anno ha conquistato la berlinale colpendo sin da subito, positivamente, sia la critica che il pubblico. La Presidentessa di giuria della sessantaseiesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino è stata la straordinaria attrice hollywoodiana Meryl Streep che è rimasta particolarmente colpita da Fuocoammare e nell’esternare la sua emozione a Rosi gli ha garantito che farà di tutto per far giungere il film agli Oscar.

UnknownNel ritirare l’Orso d’Oro per il suo “Fuocoammare”, Ginafranco Rosi ha voluto ricordare il forte senso di accoglienza che si percepisce a Lampedusa e il triste destino di molti migranti che su quelle coste giungo ormai esanimi “il mio pensiero va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza, e alla gente di Lampedusa che da venti trenta anni apre il suo cuore a chi arriva. L’accoglienza non deve essere fatta dalle singole nazioni, ma dall’Europa. Ora non è più il momento di agire da soli“.

Agnese Maugeri

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A proposito dell'autore

Agnese Maugeri

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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