PARCO DELL’ETNA – Il messaggio era già chiaro, oggi lo diventa ancora di più. La lotta all’abusivismo edilizio non si arresta, anzi. Oggi le ruspe sono entrate in azione in pieno Parco dell’Etna, nella zona B, a Monte Arso a circa 1300 metri di altezza in pieno territorio di Ragalna. Ad essere interessata dalla demolizione, disposta dal Tribunale di Catania sulla base di sentenza passata in giudicato, è stata una struttura di circa 200 metri quadri; casa mai completata dai proprietari e che comprendeva un pian terreno ed un primo piano più un vano cisterna.

Abitazione che era stata denunciata nel 1991 e per la quale era stata inoltrata una richiesta di sanatoria mai approvata data la mole della struttura e la sua costruzione negli anni successivi all’istituzione dell’area protetta del Parco dell’Etna.
Ore di lavoro quindi per radere al suolo la struttura, alla presenza degli uomini della Polizia municipale di Ragalna, del corpo Forestale, della Finanza e della Polizia Provinciale, nonché della Polizia di Adrano ed i Carabinieri (essendo i servizi coordinati dal dirigente del Commissariato adranita, Giancarlo Consoli, e dal capitano dei Carabinieri della Compagnia di Paternò Lorenzo Provenzano).
Insomma una lotta all’abusivismo edilizio che va avanti dopo le demolizioni già avvenute anche a Biancavilla, ad Adrano, Belpasso. Sono circa 2000 le strutture interessate dalle sentenze già passate in giudicato, disseminate in 48 Comuni della provincia (tra il Parco dell’Etna e l’Oasi del Simeto). La linea è chiara: tolleranza zero.

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