Non è patrimonio comune condiviso la consapevolezza di quanto sinora fatto nel contrasto alla mafia con la confisca definitiva di patrimoni immensi. Si calcola infatti che attualmente l’ANBSC (Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati alla Criminalità, istituita nel febbraio 2010) possa dare una fideiussione sui beni sequestrati pari a circa 5 miliardi di euro, garantendone il 70% dell’ammontare, per un finanziamento complessivo di circa 7 miliardi. In tal modo si potrebbe utilizzare questa disponibilità finanziaria a favore dell’economia del paese e delle regioni maggiormente colpite dal fenomeno criminale, attivando una linea di microcredito in modo anche da risarcire in qualche modo le popolazioni che sono state vittime della criminalità mafiosa e conseguendo al tempo stesso un aumento del livello di consenso alla lotta contro la mafia.

Su questo tema il 17 maggio 2014 si era svolto nell’Aula delle Adunanze del Palazzo di Giustizia di Catania un convegno su microcredito e beni confiscati alla mafia, con il contributo organizzativo dell’Universita di Catania, dell’Arcidiocesi di Catania, della Diocesi di Acireale, del Cr editoValtellinese, del Credito Siciliano, dell’Associazione Confindustria Catania, del Lions Club Acireale e della Fondazione fra Club Lions, e, infine dell’Associazione Amici dell’Università di Catania.

Il convegno aveva permesso di definire le ragioni economiche, giuridiche e sociali dell’iniziativa e di gettare le basi per un suo concreto sbocco legislativo. A questo scopo si era costituita una Commissione incaricata di elaborare la bozza di un apposito disegno di legge. Un ulteriore passo di questo percorso sarà costituito dal convegno che si terrà il prossimo 7 luglio (h.10,30-12,45) presso l’aula magna del rettorato dell’università di Catania, avente il titolo “Il microcredito contro la mafia. Proposta di modifica del ‘codice antimafia’” e nel corso del quale verrà presentato e consegnato alla Commissione nazionale Antimafia e alla Commissione regionale Antimafia della Sicilia, nonché alla Deputazione che rappresenta la Sicilia in seno al Parlamento, il disegno di legge elaborato dalla suddetta Commissione. In esso si prevedono le norme atte ad avviare il processo istituzionale destinato ad attivare il microcredito attraverso un razionale utilizzo, in chiave fideiussoria, del gigantesco patrimonio dei beni confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata.

L’operazione – lanciata dall’Associazionismo siciliano – si ispira ai principi di sussidiarietà previsti dalla Costituzione della Repubblica e si prefigge essenzialmente tre obiettivi: (1) avviare il microcredito, inteso anche come risarcimento a beneficio dei territori penalizzati dal flagello mafioso; (b) stimolare i consumi e contribuire così al superamento della crisi economica che attanaglia il Paese; infine (3) allargare e rafforzare il consenso sociale alia latta contra la mafia.

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