Molto presto si saprà la verità sulla presunta intercettazione tra Tutino e Crocetta. Il Gip, infatti, ha accolto la richiesta d’incidente probatorio dei due giornalisti de l’Espresso

Piero Messina e Maurizio Zoppi, i giornalisti che, il 16 luglio scorso, hanno pubblicato sul sito online de l’Espresso la presunta intercettazione tra Matteo Tutino, ovvero il medico di Crocetta, e quest’ultimo, non si arrendono. Quell’intercettazione l’hanno udita veramente con le loro orecchie, dicono, e non vogliono lasciarsi giudicare con un processo che, stando agli atti assunti in Tribunale, sembra avere la sentenza scontata.

La vicenda è diventata tristemente nota ed ha avuto un clamore mediatico nazionale e internazionale perché le parole che Tutino avrebbe detto al governatore siciliano sono di una gravità inaudita e dalla semantica mafiosa. Se poi aggiungiamo che erano rivolte a Lucia Borsellino, la figlia di Paolo, l’intemerato magistrato palermitano immolatasi contro la mafia per rendere la nostra terra più sana e più civile, se ne comprende ancora di più la gravità.

“Lucia Borsellino va fatta fuori. Come suo padre”, queste sono le affermazioni incriminate che Piero Messina e Maurizio Zoppi, giurano di aver sentito e che dopo la pubblicazione hanno fatto diventare, nell’immediato, Crocetta un mostro, perché avrebbe ascoltato senza replicare, e poi una vittima, un perseguitato, perché mai acclarate, visto che le Procure siciliane hanno smentito si trovassero ai loro atti.

Piero Messina e Maurizio Zoppi sono dei calunniatori o Crocetta è un mostro?

Questo è il quesito a cui si deve una risposta chiara e definitiva non solo ai diretti interessati ma soprattutto ai siciliani che hanno il diritto di sapere effettivamente come sono andate le cose. Anche perché l’eventuale silenzio colpevole di Crocetta non sarebbe il silenzio di una persona qualunque, ma quello del massimo rappresentate le istituzioni siciliane, il presidente della regione Sicilia, che allora non avrebbe più la rettitudine morale per stare in quel ruolo.

Per questo nello scorso agosto i due giornalisti imputati, in merito a questa vicenda, per calunnia e diffusione di notizie false ed esagerate, hanno avanzato una richiesta d’incidente probatorio verso cui la Procura di Palermo aveva dato parere negativo.

Il giudice Gristina finalmente si è espresso, accogliendo la richiesta e fissando l’udienza per il 21 ottobre, quando sarà conferito l’incarico al c.t.u. (consulente tecnico d’ufficio, ndr), il quale dovrà ascoltare e trascrivere tutte le intercettazioni contenute nel procedimento che riguarda il medico Tutino. Le parti interessate potranno nominare un perito di fiducia (quindi i giornalisti, la procura, Crocetta e Tutino) che parteciperà alle operazioni del c.t.u.

La Procura di Palermo, proprio la scorsa settimana, ritenendo “evidente” la prova dei fatti, aveva chiesto al Gip di saltare l’udienza preliminare per disporre il giudizio immediato, che con l’accoglimento dell’incidente probatorio, invece, slitterà.

Il lavoro che attende il c.t.u. e i suoi collaboratori è immane perché le intercettazioni sono tante e divise in tre procedimenti penali e tra l’altro verranno ascoltate, come richiesto dai legali dei giornalisti, anche le telefonate che sarebbero andate distrutte perché non utili alle indagini.

Ma tutto questo ben venga, se servirà a fare luce su una squallida vicenda, che ha sollevato tante perplessità sul ruolo del governatore della regione siciliana.

Vincenzo Adalberto

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