Jacopo Fo racconta gli ultimi istanti di vita del padre, regalandoci dei momenti di grandissima umanità

Dario Fo, premio Nobel nel 1997 per la letteratura, è stato un’artista a tutto tondo: drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista politico.

La sua opera artistica fu sempre connotata da un iperattivismo politico che lo contraddistinse per la sua collocazione costantemente dall’altra parte del sistema.

Era uno nobile giullare, sprezzante dei poteri forti e della classe dominante. Emblema della controcultura, comunista quando esisteva veramente la sinistra, prima che venisse omologata a una politica senza identità, nel 1980 gli fu vietato il visto d’ingresso negli Stati Uniti per un rigurgito americano maccartista.

Repubblichino ad un’età e in un’epoca in cui era difficile decidere da che parte stare, fu un imbarazzo che gli provocò uno struggimento che con molta ritrosia ammise.

Sempre dall’altra parte della barricata negli anni di piombo insieme a Franca Rame fu attivista del Soccorso Rosso Militante difendendo pubblicamente gli anarchici Giovanni Marini, Achille Lollo (entrambi poi condannati), Giambattista Lazagna e Pietro Valpreda,  e negli anni ottanta e novanta difenderà gli ex membri di Lotta Continua accusati dell’omicidio Calabresi: Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, accusati dal “pentito” Leonardo Marino.

Subì il trauma e l’onta del sequestro e dello stupro della moglie, da parte alcuni neofascisti legati alla destra eversiva e ad ambienti militari, come ritorsione per l’attività politica svolta assieme a lui nei movimenti di sinistra.

Condivise le idee del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, quest’ultimo insieme al figlio gli è stato vicino negli ultimi attimi della sua vita.

Jacopo Fo al Tg1, nella sua casa adorna di quadri dipinti dal padre, tra cui ne risalta uno che ritrae una bellissima Franca Rame, parla degli ultimi attimi di vita del padre, commuovendosi e facendoci commuovere.

“Mio padre non si arrendeva mai e lavorò fino a pochi giorni prima di morire. Già gravemente ammalato, aveva dei problemi alle corde vocali ma finì il suo ultimo spettacolo cantando con una voce straordinaria, che il primario che lo curava ha detto ‘Io sono ateo ma adesso credo ai miracoli’”.

“Per mio padre mia madre non è morta mai. Lui continuava a comportarsi come se fosse viva e accanto a lui. Mio padre continuava a parlale e a chiederle dei consigli, se aveva dei problemi le diceva ‘Franca fai tu perché qui non si capisce un cavolo’. E succedevano delle case che rasentavano la magia. Un giorno di un freddo inverno era arrivato a casa avvilito e sbocciò un fiore. Era la pianta di mia madre”.

“L’ultima cosa che mi ha detto è stata ‘Mi dai un bacio?’, dice Jacopo chinando il capo e nascondendo gli occhi lucidi dal pianto.

Dario Fo è stato un grande artista, un grande uomo, un’attivista politico, un controverso, un eterno ribelle, ma questo volto di marito e padre è quello che ci piace di più.

Salvo Grasso

 


-- SCARICA IL PDF DI: L’ultimo bacio di Dario Fo --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata