di Elisa Guccione

MISTERBIANCO- “Ho deciso di parlare della realtà cinematografica catanese, del mondo di via De Felice e della professionalità di un mestiere ormai in via d’estinzione come quello del proiezionista per dare voce a tutti quelli che hanno vissuto e vivono con il cinema”. 20151209_211914Così Elio Sofia, regista de “L’ultimo metro di pellicola”, nella gremita sala del Cinema Trinacria di Misterbianco, poco prima della proiezione del documentario alla presenza del sindaco Nino Di Guardo, del presidente Anec, Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Paolo Signorelli e della segretaria Anec Debora Sapienza, spiega le motivazioni che hanno dato vita a questo progetto. Ed ancora aggiunge: “Incontrando i vari personaggi del film mi sono accorto che non solo siamo protagonisti  di un cambiamento epocale ovvero il passaggio dalla pellicola al digitale, ma esiste una storia personale ed umana di uomini ricca di ricordi e passioni, che hanno dedicato una vita intera a quest’arte. Semplice dimostrazione la decisione di  Ludovico Gallina quella di festeggiare il proprio compleanno nell’unico modo a lui più congeniale ovvero assaporare, insieme ad amici e parenti, la gioia di apparire sul grande schermo proprio come quegli attori che da piccolo ha amato ed apprezzato”.20151209_204848

Emozionato e commosso Ludovico Gallina, storico gestore cinematografico di numerosi Cinema ed Arene catanesi, prima di spegnere le candeline della torta a sorpresa donata da figli e nipoti, non riesce a trattenere le lacrime ricordando la sua vita dedicata al cinematografo. “Da piccolo impazzivo per Tyrone Power e le sue pellicole, dovevano buttarmi fuori dal cinema perché film come “Sangue e Arena” o “Via col vento” mi facevano vivere in un’altra dimensione e sognavo di far parte di quel magico mondo”.  Il desiderio di quel ragazzino di diventare protagonista dell’imprenditoria cinematografica cittadina col passare del tempo divenne realtà.image-23772

“Tra le “pizze”, ovvero le bobine dei film, ho incontrato la donna che sarebbe stata mia moglie e la madre dei miei tre figli. Il digitale ha distrutto molti piccoli gestori e l’avvento delle multisale ha completamente affossato gli storici cinema della città”. E continua dicendo: “La poesia del vecchio proiettore con il suo rumore e le sue imperfezioni caratterizzavano un’epoca magica che ora tende a scomparire, ma che è racchiusa nel mio cuore di uomo e professionista”.20151209_203529

Presente alla serata evento anche Nino Gallitto, pietra miliare degli operatori cinematografici che ha ricordato i primi passi come protezionista nella Chiesa di Monserrato. “Questo è un mestiere che si fa per amore e non per denaro, perché la paga è stata ed è tutt’oggi piccola e non esistono né domeniche né feste, ma solo passione per questo lavoro. Il digitale non è facile da usare ma in qualche modo se si vuole vivere ci si deve adeguare ai tempi moderni senza dimenticare l’atmosfera di chi come me ha realmente vissuto i momenti raccontati da Tornatore in “Nuovo Cinema Paradiso”.

Elisa Guccione

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