di Graziella Nicolosi

CATANIA – Sembrava che da qualche tempo le acque si fossero calmate, pur restando entrambe le parti sulle proprie posizioni. E invece è bastato poco a scatenare l’ennesima polemica. Parliamo dell’amministrazione comunale catanese e di Confcommercio,  nuovamente sul piede di guerra per l’iniziativa “Lungomare liberato”. È bastato infatti il “rumor” a mezzo stampa di un possibile “raddoppio” dell’iniziativa (non solo la domenica mattina, ma anche il sabato) per scatenare le ripetute proteste dei commercianti, che lamentano di non essere stati consultati.

In attesa di una conferma ufficiale da parte del Comune, pare che dalla prossima edizione del Lungomare Liberato (denominata Festa di primavera perchè coinciderà con l’arrivo della bella stagione), il tratto di strada compreso fra piazza Mancini Battaglia e piazza Europa sarà chiuso già dalla giornata di sabato, dalle 15 alle 20. Considerato che si tratta di un giorno non festivo (quindi con negozi aperti), e che con il bel tempo l’afflusso alla zona aumenta considerevolmente, è facile prevedere i disagi.

La FIPE Confcommercio, in una nota, ha espresso  grande preoccupazione per l’iniziativa adottata dal Comune. “Una decisione – afferma Dario Pistorio, presidente provinciale FIPE Confcommercio – presa come al solito senza alcuna concertazione e confronto con le esigenze dei commercianti delle vie coinvolte. Il disagio si rifletterà sul traffico di tutta la zona, sia sul flusso veicolare in entrata in città dal Porto che confluisce verso viale Africa, sia sul traffico che da corso Italia converge verso Piazza Europa. E la zona di Picanello non potrà sostenere il traffico deviato verso nord”.

Ieri mattina gli operatori commerciali si sono riuniti con il presidente Pistorio per fare il punto della situazione. “Non siamo contrari alla chiusura al traffico del Lungomare – hanno precisato – ma lamentiamo una scarsa organizzazione, e soprattutto la mancanza di comunicazione. È assurdo che dobbiamo apprendere dalla stampa di certe iniziative”.

Secondo Pistorio, “Ci sono due grosse problematiche sotto gli occhi di tutti ma che pare l’Amministrazione non consideri: la prima di tipo strutturale, cioè la pericolosità in cui versano le tre grandi piazze del Lungomare che necessitano di una messa in sicurezza urgente, come chiediamo da tempo; la seconda è il tratto che va da Piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia, completamente buio e isolato, che secondo noi potrebbe rimanere aperto alle auto”.

Confcommercio lancia anche due proposte in tema di salute ambientale “alternative” alla chiusura totale del Lungomare: la possibilità di dare spazio alle auto e ai mezzi elettrici o comunque il ricorso alla targhe alterne, allo scopo di non scoraggiare la gente a raggiungere il centro e deviare le persone verso i centri commerciali dell’hinterland.

Come prevedibile, non si è fatta attendere la replica dell’assessore alla Viabilità Rosario D’Agata, che in una nota scrive: “Ormai nessuno crede più a chi prima invoca la concertazione e poi pretende di dettar legge, ma quel che è più grave è che alcuni dirigenti di categoria continuano colpevolmente a tenere sui temi della circolazione e della mobilità posizioni di retroguardia che fanno malissimo alla città, alla salute dei cittadini e soprattutto agli stessi commercianti. Questi ultimi davvero non si meritano certi dirigenti e dovrebbero ricordare chi favorì la nascita dei centri commerciali dell’hinterland catanese”.

La conclusione dell’assessore è ancora più dura, lasciando intendere che esiste una spaccatura all’interno della categoria: “I veri commercianti, quelli che hanno l’impresa nel sangue – dice D’Agata -, comprendono come proprio con manifestazioni sul modello del Lungomare Liberato o della Festa di Primavera possiamo combattere questa concorrenza senza affogare di smog la zona centrale della città. Alcuni degli esercenti del Lungomare lo hanno compreso e collaborano liberamente con l’amministrazione, senza bisogno di inviti. Altri continuano ad alimentare polemiche inutili”.

 

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