Sottoscritta dai parlamentari catanesi del Partito Democratico una interrogazione urgente al Ministero dell’Interno

PALERMO – L’inchiesta romana Mondo di Mezzo condotta dal procuratore Giuseppe Pignatone e la gestione dell’emergenza immigrazione e del sistema dell’accoglienza
Resa pubblica la notizia dell’arresto di Luca Odevaine, consulente e dipendente part-time del Cara di Mineo, la dirigenza siciliana di Sel e del Pd prendono le distanze dal Centro di accoglienza di Mineo.
Per primi hanno rilasciato dichiarazioni i vertici di Sel, ovvero il 3 dicembre quando sono scattati i provvedimenti nei confronti di Odevaine, mentre reca la data di oggi la nota diramata dal segretario provinciale del Pd di Catania, Enzo Napoli, con cui si chiede “alla magistratura di vagliare molto attentamente non solo la corrispondenza tra le somme impiegate ed i servizi effettivamente prodotti, ma anche i criteri adottati per la selezione e le assunzioni del personale impiegato”. “La quantità di risorse e l’alto numero di impiegati, destinati ad offrire condizioni dignitose ai profughi – aggiunge Enzo Napoli –, potrebbero aver generato fenomeni di corruzione e condizionamento della politica e delle istituzioni locali, tali da determinare una vera e propria lobby, capace di alterare non solo la normale dialettica democratica, ma anche una degenercara_mineo1_Nazione preoccupante del tessuto economico e sociale”.
I parlamentari catanesi del Partito Democratico – Giuseppe Berretta, Giovanni Burtone e Luisa Albanella – hanno sottoscritto una interrogazione urgente al Ministero dell’Interno che vede come primo firmatario il collega onorevole Khalid Chaouki.
Si legge nell’interrogazione: “In attesa che con il proseguimento delle indagini, che auspichiamo il più rapido ed efficace possibile, si chiariscano fino in fondo le responsabilità individuali di chi ha avuto parte in una gestione affaristico-criminale che ha recato un incalcolabile danno all’intera collettività, alcuni dettagli pongono interrogativi inquietanti sui rapporti privilegiati e sulle relazioni che alcuni degli arrestati avrebbero avuto con organi o uffici del Ministero dell’Interno. Il riferimento è alla gestione dei Centri di accoglienza per i richiedenti asilo e più in generale alle attività connesse alla gestione dei flussi migratori, che come è noto negli ultimi anni hanno assunto proporzioni decisamente rilevanti… Luca Odevaine, coinvolto nell’inchiesta romana, era contestualmente membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione presso il Ministero dell’Interno ed esperto del presidente del Consiglio di amministrazione per il Consorzio ‘Calatino Terra d’Accoglienza’, ente che soprintende alla gestione del Cara di Mineo. Proprio in virtù di questo duplice ruolo avrebbe ammesso di ‘essere stato in grado di orientare il flusso degli appalti nel sistema dell’emergenza immigrati’… Ora, alla luce dell’inchiesta romana, si chiede al ministro Alfano di chiarire quali siano i criteri di assegnazione degli appalti riguardanti la gestione dei Cie, dei Cara e dei Centri di Accoglienza e se e quali verifiche amministrative vengano compiute sui soggetti vincitori degli appalti e sull’utilizzo dei fondi, una volta assegnati, nonché quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di garantire la massima pubblicità e trasparenza dell’azione amministrativa e dell’operato delle stazioni appaltanti”.

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