di Salvo Reitano

MINEO – Sono passati solo pochi giorni dal nostro ultimo servizio (http://www.siciliajournal.it/cara-e-comune-di-mineo-quelle-strane-coincidenze/) e dalla conferenza stampa tenutasi al Cara di Mineo, nel corso della quale i vertici del consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza” hanno voluto sottolineare il loro stupore per l’arresto di Luca Odevaine, ritenuto un insospettabile.
Niente di nuovo.  Il presidente, Anna Aloisi, facendo riferimento all’incarico di esperto conferito a Odevaine, in più occasioni aveva dichiarato di averlo ereditatoServizio Mineo_Cara 1 e con  la conferenza stampa convocata in tutta fretta, ci aspettavamo che avrebbe chiarito una volta per tutte: se e quali accertamenti furono fatti sul suo conto e perché non si sono accorti dei suoi precedenti penali e del cambio di cognome, tant’è che gli Stati Uniti per queste motivazioni gli vietarono il visto d’ingresso. La Aloisi, ribadendo che Odevaine non aveva poteri di firma, non ha però spiegato quali sono stati i servigi resi dall’esperto.
Eppure di firme ne aveva messe,  e pure pesanti: quelle sui verbali delle due gare di appalto per esempio. Di materiale non ne manca, per capire questa sorta di matrioska dove i personaggi, sempre gli stessi, vanno ad inserirsi l’uno dentro l’altro in un sistema che magari non costituisce reato ma non per questo è da ritenere legittimo.
Sul quotidiano La Repubblica, in un articolo di qualche giorno fa, si legge: “Nelle carte depositate dai pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, infine, compare anche il sottosegretario all’Agricoltura,  Giuseppe Castiglione. Lo nomina Odevaine, raccontando lo scorso marzo al commercialista Stefano Bravo di quando, da presidente della Provincia di Catania, Castiglione aveva assunto il ruolo di subcommissario all’emergenza immigrazione. Al centro c’è l’appalto per la gestione del Cara di Mineo. “Quando io ero andato giù – spiega Odevaine – mi è venuto a prendere lui all’aeroporto, mi ha portato a pranzo. Arriviamo al tavolo, c’era una sedia vuota. E praticamente arrivai a capire che quello che veniva a pranzo con noi era quello che avrebbe dovuto vincere la gara.”.
Infatti, con l’istituzione del Cara di Mineo, quale soggetto attuatore viene indicato l’ex presidente della Provincia etnea, Giuseppe Castiglione, che a sua volta nomina Luca Odevaine quale suo esperto, prima, e, dopo, lo indica anche come componente della prima commissione di gara d’appalto Provv.10-31012012 Commissione giudicatrice, sedendo proprio accanto a Giovanni Ferrera, ex dirigente della Provincia regionale di Catania e attuale direttore del consorzio che amministra il Cara di Mineo.
Giuseppe Castiglione oggi è sottosegretario all’Agricoltura del governo Renzi, leader catanese del  partito di Angelino Alfano, il Ncd, sì quello del ministro dell’interno, cioè del responsabile del dicastero che si occupa d’immigrazione, il Viminale, al cui tavolo per l’immigrazione sedeva proprio Odevaine, grazie Servizio Mineo_Cara3all’incarico all’epoca ricevuto sempre da Giuseppe Castiglione nella sua veste di presidente dell’UPI, l’Unione delle Province italiane.
Le coincidenze diventano inquietanti quando il nuovo soggetto attuatore del Cara diviene il consorzio dei Comuni, presieduto da Anna Aloisi, il sindaco di Mineo, sostenuta elettoralmente dal sottosegretario Castiglione e iscritta sempre al Ncd. Anche l’Aloisi nomina come suo esperto Luca Odevaine Determina presidenziale n.1_Nomina Odevaine  e nuovamente siederà nella commissione per l’aggiudicazione dell’ultima gara di appalto verbale di seduta pubblica n_2 del 30-06-2014, sempre accanto a Giovanni Ferrera . Ovviamente pura casualità, visto che entrambi entrano nell’organico del consorzio dopo una trasparente selezione pubblica.
Per quali progettualità in scadenza collaborava col direttore, Giovanni Ferrera, (Noleggio autovettura)tanto da doversi recare presso le sedi dei nove comuni consorziati, la Prefettura o la ex caserma della Aeronautica militare di Vizzini?
Odevaine si stava forse occupando dello stanziamento governativo di tre milioni di euro destinati a progetti d’integrazione? Quest’ultimo, oltre alla gara d’appalto per i servizi al Cara, rappresenta una golosa occasione per l’eventuale “Mondo di mezzo”.
Questi alcuni dei tanti interrogativi per i quali ci saremmo aspettati si parlasse in quella conferenza stampa convocata in tutta fretta.
Intanto la frenetica attività del consorzio dei comuni presieduto dal sindaco di Mineo, Anna Aloisi, non accenna a rallentare, anzi rilancia, finanziando eventi paesani che poco hanno a che fare con l’integrazione dei migranti. Ma non è tutto. Diventano veramente imbarazzanti le coincidenze delle quali l’Aloisi farebbe bene a preoccuparsi. Infatti, il consorzio dei comuni, “Calatino Terra d’Accoglienza” sotto la voce integrazione finanzia una serie di eventi, per ogni paese consorziato. Prendiamo come esempio al comune di Mirabella Imbaccari. Il primo degli eventi è denominato “Sport è Integrazione”, Mirabella I.Sport Integrazione per il quale sono stati concessi diecimila euro, e il secondo è il “Natale 2014”, Mirabella I_Natale 2014 per il quale gli euro sono diventati dodicimila, entrambi affidati per la realizzazione al Sol Calatino che li ha pure cofinanziati visto che nel primo caso ha rendicontato spese per dodicimilacinquecento euro. Insomma il consorzio presieduto dalla Aloisi stanzia le somme al Comune di Mirabella che si avvale per la perfetta riuscita degli eventi della collaborazione  decaral Consorzio di cooperative sociali presieduto da Paolo Ragusa, leader del terzo settore e grande elettore, come abbiamo scritto in altri servizi, della stessa Aloisi.
Ma non sono solo queste le coincidenze, basti pensare che a siglare la correttezza degli atti amministrativi è Cataldo La Ferrara, contemporaneamente segretario generale del  consorzio che amministra il Cara, del Comune di Mirabella Imbaccari e del Comune di Ramacca, ente, quest’ultimo, il cui sindaco è citato in una intercettazione a carico di Luca Odevaine, arrestato con l’operazione “Mafia Capitale”.
Le coincidenze che girano a ruota libera intorno al Cara e al Comune di Mineo non si esauriscono qui, c’è dell’altro, soprattutto intorno a quel mondo delle Coop che ha dato il via all’inchiesta romana che porta, come un’autostrada a otto corsie, direttamente  in Sicilia coinvolgendo il “mondo di sopra”, quello dei politici, il “mondo di sotto”, quello dei criminali e il “mondo di mezzo” dove stanno gli insospettabili e i prestanome che operano su un filo sottilissimo, a strapiombo fra le legalità e illegalità con il collante della convenienza reciproca e dalla possibilità, come Odevaine insegna, di occupare posti strategici nella pubblica amministrazione, attratti, i “tre mondi”, dal denaro che scorre a fiumi. Denaro pubblico, posti di comando, favoritismi che determinano la sottrazione di ricchezza dalle tasche dei cittadini che poi sono chiamati indirettamente a pagare.
Valgono, da monito, le parole di Papa Francesco:”La corruzione viene pagata dai poveri, dagli ospedali senza medicine, dagli ammalati senza cure, dai bambini senza istruzione”.
S.R.

Scrivi