di Salvo Reitano

Cantone: “Appalto illecito ma mai revocato. Ora valuto il commisariamento”

MINEO – “Mafia capitale”, seconda parte. Ce ne siamo occupati ieri. Ne riparliamo anche oggi, dopo l’ondata di arresti, avvisi di garanzia e perquisizioni che hanno interessato mezza Italia, fino a Mineo dove ha sede il centro di accoglienza per immigrati più grande d’Europa.
Inevitabile ricominciare da dove abbiamo lasciato, parlando di affari e speculazione sugli immigrati e sulla corruzione di decine di politici, funzionari, pubblici amministratori e faccendieri.cara
Al centro il grande business degli immigrati che questo giornale ha più volte denunciato. Così dopo il “Mondo di mezzo”, le Procure accendo i riflettori su quello “di sopra”. La miniera d’oro, come abbiamo sentito, la “mucca da sfamare e poi da mungere”, secondo la metafora di Salvatore Buzzi, il signore delle cooperative che in una intercettazione spiega il sistema delle tangenti, era soprattutto quella dell’accoglienza degli immigrati e degli appalti sui servizi che ruotano intorno alla gestione dei centri come il Cara di Mineo.
Lasciamo da parte quanti, a vario titolo, sono coinvolti in questa vicenda. Per i Castiglione, i Ragusa, i Ferrera, gli Aloisi e quanti saranno chiamati a rispondere agli inquirenti, vale la presunzione d’innocenza, il principio del diritto penale secondo il quale un imputato è considerato non colpevole sino a condanna definitiva, vale a dire, sino all’esito del terzo grado di giudizio emesso dalla Corte Suprema di Cassazione.
Però non deve sfuggire che chiunque ha occhi per vedere, anche all’interno dello stesso sistema dei partiti, doveva accorgersi di quello che stava accadendo.
Dopo un periodo in cui la criminalità era sostanzialmente controllata e asservita ai potentati politici, ci siamo ritrovati in una situazione nella quale, con ogni probabilita, i ruoli si sono invertiti e oggi è la criminalità che controlla e sfama la politica. Dipende poi di chi sia la famosa “mucca da mungere” e chi la debba sfamare.
Eppure c’è chi qualcosa sulla gestione del Cara di Mineo aveva sospettato, come Pietro Catania, consigliere comunale del piccolo centro Calatino. “ Che i nostri sospetti fossero fondati non evevano dubbi – dice Catania ora abbiamo anche la conferma con la seconda parte dell’operazione “Mondo di Mezzo”.Servizio Mineo_Cara 1
Già da tempo – prosegue il consigliere – abbiamo denunciato il business all’interno del Cara di Mineo assieme a l’inopportuno rapporto tra il sindaco Anna Aloisi nonché presidente del “Consorzio Calatino Terra di Accoglienza” e Paolo Ragusa Presidente del Consorzio Sol Calatino che eroga una parte dei servizi nel centro Cara di Mineo”.
La Aloisi – conclude Catania – non è nelle condizioni di poter amministrare la nostra città e lo stesso Consorzio dei comuni, tutta la nostra comunità sta vivendo un periodo di forte imbarazzo e di vergogna, i nostri concittadini sono stanchi di finire sulle cronache nazionali per fatti di cronaca che riguardano il Cara di Mineo.”
E’ il momento di ripensare radicalmente al sistema di accoglienza dichiarano in una nota congiunta le parlamentari democratiche Luisa Albanella e Concetta Raia – quanto sta emergendo in maniera preoccupante dall’inchiesta “Mafia capitale” che si sta espandendo come una macchia d’olio in tutte le regioni compresa la Sicilia, impone un’assoluta chiarezza, perché non vi sia alcun aspetto nella gestione amministrativa e contabile dei centri che resti opaco. Non si può fare business sui migranti, sui disperati, utilizzando fondi pubblici”.
Anche Giordano Sottosanti, componente siciliano dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia-An. denuncia da mesi la gestione del Cara di Mineo,tra gare d’appalto dichiarate illegittime dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, un sovraffollamento disumano, parentopoli da una parte ma anche lavoratori onesti non pagati dall’altra, fondi riutilizzati per finanziare festicciole di paese. Per non parlare della cellula di trafficanti di esseri umani sgominata lo scorso aprile dalle forze dell’ordine o del presunto giro di prostituzione denunciato da diverse immigrate”.
Mentre Luca Odevaine, che ebbe un ruolo determinante nell’assegnazione dell’appalto, resta in carcere accusato di essere colui che pilotava le gare in favore di società amiche – prosegue Sottosanti – mi chiedo cos’altro bisogna scoprire prima di intervenire seriamente? In un Paese normale il Cara di Mineo sarebbe già chiuso e si attuerebbero politiche più serie sull’immigrazione. Invece si continua a stipare persone nel centro ad ogni sbarco sulle nostre coste, il Pd gioca ancora a dissociarsi a parole, ma rimane saldamente con le mani in pasta nella gestione, mentre il Ministro dell’Interno tace e latita. E si permettono pure di fare i “buonisti”.
A chiedere le dimissioni del sindaco di Mineo é anche Sergio Mastrilli, rappresentante degli attivisti del M5S: “Alla luce degli sviluppi inerenti la seconda parte dell’inchiesta Mafia capitale – Mondo di mezzo, che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, e il Presidente di una delle cooperative (Sol Calatino) che eroga alcuni servizi presso il Cara, nonché coordinatore politico della lista Civica “Uniti per Mineo”, Paolo Ragusa, pretendiamo, per dignità e correttezza, prima che politica, etica e morale nei confronti dei nostri concittadini, le dimissioni del sindaco, affinché si possa fare piena chiarezza sui fatti senza contaminare ancora di più l’istituzione comunale con il marcio emergente in questi giorni. Non si può infatti continuare a governare una Città secondo i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, se si è coinvolti in procedimenti giudiziari di caratura penale che sottopongono la persona a stress psicofisico e pressione mediatica molto forti, tanto più se non si ha nemmeno una maggioranza in Consiglio Comunale”.
I
n una intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano La Stampa, Raffaele Cantone, Autorita nazionale anticcoruzionRaffaele Cantonee, ricorda che gia a dicembre quando vi furono i primi arresti di Mafia capitale, emerse la vicenda del Cara di Mineo. “Il mio ufficio – dice Cantone a La Stampa controllò quell’appalto ed emersero palesi e gravi incongruenze. L’appalto, nonostante i nostri rilievi, non è mai stato revocato”.
Alla luce di queste nuove indagini, Cantone è chiaro: “Ho chiesto e ottenuto dalla Procura di Roma la nuova ordinanza di custodia cautelare e stiamo valutando il commissariamento di alcuni appalti. E per primo valuteremo il commissariamento dell’appalto del Cara di Mineo”.
Insomma, siamo di fronte ad una slavina, partita con un primo smottamento e che sta diventando inarrestabile nella sua corsa a valle.
Spetta alle Procure chiarire fino in fondo come funzionano queste “miniere d’oro”, perchè la cosa piùodiosa che abbiamo regi
strato è che tutto ruota attorno all’accoglienza degli immigrati, speculando sulla disperazione di povera gente.
A Roma c’è un sistema di potere che si è radicato e allunga i suoi tentacoli fino a Mineo. Vedremo se nel corso dei processi che seguiranno, sarà confermata questa impostazione di chiamarla “mafia”. Putroppo ci sono tanti segnali e circostanze che autorizzano a pensare che le cose stanno davvero così.

S.R.

 

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