di Salvo Reitano

Chiarezza sul “sistema Odevaine”, lo chiedono al sindaco Aloisi i consiglieri comunali del Gruppo Misto di Mineo. Plauso del primo cittadino di di Catania Enzo Bianco e dell’europarlamentare Salvo Pogliese che commentano l’operazione Tokhla contro i trafficanti di esseri umani.

MINEO – La richiesta per un ordine del giorno, da inserire nel prossimo consiglio comunale fissato per il 6 dicembre 2014, sul ruolo del dott. Luca Odevaine è stata depositata dai consiglieri comunali del Gruppo Misto. A seguito degli arresti effettuati dai Carabinieri dei ROS coordinati dalla Procura di Roma spicca proprio il nome di Luca Odevaine esperto del presidente del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza”, Anna Aloisi.
In particolar modo i consiglieri comunali: Catania, Cutrona e Stuto, chiedono di approfondire, con le opportune delucidazione da parte del sindaco e presidente del “Consorzio Calatino Terra di Accoglienza”, Anna Aloisi, il ruolo, le competenze ed eventuali atti riconducibili al dott. Odevaine.
Per la mafia romana l’emergenza immigrati era un grande business: i fondi per i centri d’accoglienza sono un piatto ricco e la criminalità, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, fa in modo che una parte di questi finanziamenti finisca nelle tasche delle cooperative amiche.
Gli inquirenti lo chiamano “Sistema Odevaine“: “La gestione dell’emergenza immigrati è stato ulteriore terreno, istituzionale ed economico, nel quale il gruppo riconducibile a Buzzi si è insinuato con metodo eminentemente corruttivo – si legge nell’ordinanza di applicazione cara3delle misure cautelari firmata dal gip Flavia Costantini – alterando per un verso i processi decisionali dei decisori pubblici, per altroverso i meccanismi fisiologici dell’allocazione delle risorse economiche gestite dalla P.A.”.
Più volte, su queste pagine, abbiamo scritto di un sistema studiato nei minimi particolari per far arrivare i soldi pubblici ai gestori amici che si dividono la “torta” , e la “torta” dei fondi per i centri di accoglienza è ricca e ben guarnita. Gli inquirenti, inoltre, parlano della “possibilità di trarre profitti illeciti immensi (…)”.
Al centro di questo sistema, come detto, è Luca Odevaine. Ma chi è Odevaine? Ex vice capo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni e capo della Polizia provinciale di Roma, “Odevaine è un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati”, scrivono i PM e aggiungono per dare risalto alla sua figura “La qualità pubblicistica di Odevaine risiede nell’essere appartenente al Tavolo di coordinamento nazionale insediato presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” e al contempo è “esperto del presidente del C.d.A. per il Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”» , ente che soprintende alla gestione del C.A.R.A. di Mineo“.
A dare contorni netti al suo ruolo, un’intercettazione in cui Odevaine parla con il suo commercialista: “Avendo questa relazione continua con il Ministero – spiega – sono in grado un po’ di orientare i flussi che arrivano da… da giù… anche perché spesso passano per Mineo… e poi… vengono smistati in giro per l’Italia… se loro c’hanno strutture che possono essere adibite a centri per l’accoglienza da attivare subito in emergenza… senza gara… (inc.) le strutture disponibili vengono occupate… e io insomma gli faccio avere parecchio lavoro…”.
Più chiaro di così. Ora sarà il sindaco di Mineo e presidente del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza”, Anna Aloisi, a chiarire in consiglio comunale ruolo e competenze di Odevaine in seno al Cara.
Intanto, sul fronte della lotta all’immigrazione clandestina, il Sindaco di Catania Enzo Bianco parla di “svolta determinate per lotta a trafficanti esseri umani”, plaudendo all’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania che ha portato all’arresto, in diverse città italiane e in Germania, di undici cittadini eritrei parte di un’organizzazione criminale per l’ingresso illegale di clandestini provenienti dall’Africa, responsabile di un naufragio nel quale morirono 244 migranti. Come si ricorderà, il procuratore Salvi aveva illustrato quest’azione giuridica di contrasto durante la riunione a Catania dell’Assemblea della Nato.
“Il 2 ottobre scorso – ha ricordato Bianco – durante la riunione dell’Assemblea parlamentare della Nato nel Comune di Catania, il procuratore Giovanni Salvi aveva illustrato quest’azione giuridica messa a punto dalla Procura catanese per combattere queste organizzazioni di mercanti di morte. Il Procuratore, che sta svolgendo un lavoro straordinario, aveva sottolineato la necessità di individuare le radici criminali di quel fenomeno epocale che è la migrazione nel Mediterraneo e che ha, ovviamente, molti aspetti e sfaccettature”.
Anche l’on. Salvo Pogliese ha voluto commentare l’operazione Tokhla: “Conciliare la nostra indiscutibile cultura dell’accoglienza alla sicurezza delle città e dei cittadini, affrontando senza sconti le organizzazioni criminali che lucrano sulla vita degli immigrati: un plauso alla Procura e alla Polizia di Stato”.
“Anche per questo motivo conclude l’europarlamentare siciliano del PPE – FI – chiediamo che l’Europa modifichi l’accordo denominato Dublino3, affinché tutti gli stati membri assumano responsabilità specifiche non addossando ai soli stati frontalieri incombenze insostenibili sul diritto d’asilo”.

S.R.

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