La notizia è di quelle bomba: Antonello Montante, il presidente di Confindustria Sicilia e delegato nazionale per la legalità di viale dell’Astronomia, secondo il quotidiano La Repubblica, è indagato per mafia dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, ma a suo carico, nei mesi scorsi, a Catania s’è aperta un’altra indagine scaturita da una denuncia.

Ma chi è Antonello Montante? E perché fa clamore il suo coinvolgimento in inchieste per mafia?

 Perché Antonello Montante, 52 anni, di Serradifalco (Caltanissetta), è considerato da tutti per la sua attività e gli incarichi ricoperti, un’icona antimafia. Il 2 aprile del 2012 succede a Ivanhoe Lo Bello, nella guida a Confindustria Sicilia, è titolare dell’omonima fabbrica di biciclette fondata negli anni venti. Unitamente a Ivan Lo Bello è stato tra gli artefici del codice etico e della svolta anti racket di Confindustria. Montante, è anche presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, nel gennaio scorso è stato infine designato – su proposta del ministero dell’Interno – componente dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati.

Quindi un’icona dell’antimafia che a Caltanissetta è stato chiamato in causa da tre pentiti. Uno di questi è Salvatore Dario Di Francesco, mafioso di Serradifalco, che ha riferito di appalti pilotati al Consorzio Asi (Area di sviluppo industriale dal 1999 al 2004.) Infatti, il Di Francesco che lavorava all’Asi faceva da anello di congiunzione tra i boss mafiosi e i notabili della provincia. Di Francesco è il compare Vincenzo Arnone, figlio di un boss della mafia (Paolino Arnone, morto suicida nel carcere Malaspina di Caltanissetta nel 1992), che è anche compare di nozze di Antonello Montante. Un legame reso pubblico, già lo scorso anno, dalla rivista “I Siciliani Giovani” che pubblicò una foto la quale ritraeva Arnone con Montante, nella sede dell’Associazione Industriali di Caltanissetta, negli anni ottanta, nonché il suo certificato di matrimonio che recava Arnone quale testimone.

Antonello Montante era il simbolo del nuovo corso siciliano dell’antimafia, inizia questa sua missione all’interno di Confindustria di cui è uno dei promotori del codice etico antimafia, incoraggiando le denunce contro il pizzo. Ma non finisce qui, gli industriali s’impegnano direttamente in politica per sostenere l’elezione di Rosario Crocetta a governatore della Regione Siciliana, un passo interpretato da molti come una vera rivoluzione antimafia in una regione che ha visto i suoi due ex governatori, Cuffaro e Lombardo, accusati di aver favorito Cosa Nostra. Quindi diventa delegato nazionale per la legalità di Confindustria e infine la recente nomina – su proposta del Ministero dell’Interno – a componente dell’Agenzia dei beni confiscati, che gestisce le proprietà immobiliari confiscati ai boss di Cosa Nostra.

Certo allarma vedere il nome di un paladino della legalità, che fino a due settimane fa sosteneva la “necessità di un’ora di legalità obbligatoria in tutte le scuole”, accostato a un’inchiesta per mafia. Ma le indagini sono blindatissime e solo gli inquirenti potranno chiarire se si tratta di un tentativo di un pentito che cerca di artefare i fatti o se Antonello Montante sia veramente coinvolto in questa triste vicenda.

S.G.

 

Scrivi