CATANIA – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, oggi alle 15 al “question time” risponderà all’interrogazione presenata da numerosi deputati, primo firmatario Claudio Fava, sulle infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale, caso aperto da una relazione della Commissione regionale antimafia, nei mesi scorsi.

Nell’interrogazione a risposta immediata si sottolinea che “la Commissione d’inchiesta sulla mafia dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato una relazione su ritenute infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Catania. La relazione è dunque agli atti parlamentari della XVII legislatura ed è firmata dal relatore Stefano Zito; la relazione documenta, tra gli altri, il caso del consigliere comunale di Forza Italia Riccardo Pellegrino, fratello di Gaetano Pellegrino, uomo di spiccato rilievo criminale all’interno del clan mafioso dei Mazzei; e il caso del presidente della sesta circoscrizione Lorenzo Leone, aderente
al raggruppamento «Articolo 4» nella coalizione di centrosinistra, fratello di Gaetano Leone, appartenente dal gruppo di Cosa Nostra dei Santapaola e già condannato con sentenza irrevocabile per associazione mafiosa; dalla relazione si evince come i quartieri di massimo consenso elettorale per i due consiglieri in questione coincidano con le aree di conclamata influenza dei gruppi mafiosi a cui aderiscono i fratelli dei consiglieri (San Cristoforo per Pellegrino, Librino per Leone); alla luce della suddetta relazione e delle spiegazioni – a giudizio dell’interrogante non adeguate alla gravità del caso – che il sindaco di Catania Enzo Bianco ha fornito sulla vicenda in occasione della sua audizione del 16 gennaio 2016 presso la Commissione d’inchiesta parlamentare antimafia, l’interrogante ha interessato il prefetto di Catania, Maria Federico, per chiedere di
 valutare l’opportunità e l’urgenza di nominare una commissione di accesso al comune di Catania, ai sensi dell’articolo 143 del TUEL, in modo da verificare quali conseguenze la permanenza dei consiglieri succitati possa aver determinato sull’andamento dell’attività amministrativa e se vi sia un condizionamento mafioso di tale attività;la risposta pervenuta dal prefetto di Catania, due mesi dopo, si limita a riferire della convocazione di una riunione tecnica di coordinamento, convocata il 18 gennaio 2016, e di un generico monitoraggio “sulle situazioni parentali di tutti i componenti del Consiglio Comunale e dei Consigli Circoscrizionali” di Catania;dopo oltre quattro mesi non risulta alcun risultato del lavoro di monitoraggio predisposto da codesta prefettura né risulta alcuna iniziativa per predisporre un accesso agli atti del comune di Catania; i suddetti consiglieri Pellegrino e Leone sono sempre nel pieno esercizio delle loro funzioni–:se, il Ministro interrogato, non intenda promuovere iniziative per l’esercizio dei poteri di accesso e di accertamento di cui all’articolo 143, comma 2, del TUEL) attraverso la nomina di una commissione d’accesso presso il comune di Catania, posto che tali determinazioni non sono state fino ad oggi prese dal prefetto di Catania.

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