Katya Maugeri

PALERMO – «Non ci vuole molto a capire come ormai non governano più le forze politiche e democratiche ma i nostri paesi sono governati dalla finanza e pezzi di essa sono già in mano alle mafie» a dichiararlo, il coordinatore di Libera Sicilia, Gregorio Porcaro, che oggi, alle ore 19.30 negli spazi del Mercatino solidale Emmaus, che ha sede nel padiglione 3 della Fiera del Mediterraneo di Palermo, parlerà di “Bellezza e antimafia: la giustizia sociale e ambientale in Don Puglisi e Peppino Impastato”, durante la tavola rotonda “La lotta alla miseria e la lotta alle mafie: la necessità di un’azione concertata”.
A introdurre l’incontro, insieme a Gregorio Porcaro, Franco Monnicchi, presidente di “Emmaus Italia” con un intervento su Il Movimento Emmaus e l’Abbè Pierre: servire per primi i più sofferenti. A interloquire con i presenti, approfondendo i temi dibattuti, sarà Vittorio Teresi, procuratore aggiunto a Palermo. Modererà i lavori Serena Termini, giornalista di “Redattore Sociale”. Saranno presenti e interverranno, inoltre, il Comitato Addiopizzo, SOS Ballarò, il Comitato di lotta per la casa 12 luglio, Frà Loris dell’Unità di strada per le ragazze prostitute e alcuni rappresentanti dell’associazione “Donne di Benin City”.
Il confronto finale sarà con Agnese Ciulla, assessore comunale alla Cittadinanza Sociale e in rappresentanza del Sindaco Leoluca Orlando.

Abbiamo affrontato, in anteprima, gli argomenti che verranno trattati durante l’incontro, con Gregorio Porcaro.

Nei giorni scorsi Palermo ha commemorato la scomparsa di Paolo Borsellino attraverso molti eventi, si tratta di rituali stanchi o c’è ancora una reale partecipazione e commozione civile e morale?

«Da 24 anni ormai che vado in via D’Amelio. Ci vado perché, secondo me è giusto esserci! Non vado a ricordare la morte di Paolo, Emanuela, Walter, Claudio, Vincenzo e Agostino ma la loro vita. Ciò in cui ognuno di loro ha creduto e scelto di vivere. Non sono il solo che la pensa così. Ogni anno in via D’Amelio, sfidando il caldo, ci ritroviamo in tanti perché quella via ormai ci appartiene, ci ha fatto svegliare, 24 anni fa, da un torpore letale e devastante. In quella via, ogni anno, ci vediamo per capire se siamo ancora svegli, da allora, come sentinelle, attenti a saper distinguere per non confondere. Siamo lì per darci coraggio quando ci rendiamo conto che nonostante i proclami, le tavole rotonde, le parate e le passerelle c’è ancora tanto da fare ed il cammino, pieno di ostacoli, che stiamo facendo con le gambe di Paolo e dei suoi angeli, è ancora molto lungo. Siamo lì perché con noi ci sono i nostri figli che sono cresciuti in via D’Amelio e in tutte le vie di questa città e che ora sono pronti ed attenti quando il nostro fiato comincia ad accorciarsi per l’età e la stanchezza fatta di battaglie quotidiane, a volte vinte e spesso perse!
Sono lì, i nostri ragazzi, a raccogliere le nostre parole e i nostri sorrisi di speranza. Sono lì per costruire futuro. logo liberaSiamo lì ad indignarci, gioire, sperare, vivere e commuoverci. Si, perché il suono del silenzio alle 17,58 ci commuove sempre. E le lacrime sono sempre le stesse e ogni anno ci dicono che siamo diventati migliori di 24 anni fa. Si, allora, vale la pena esserci il 19 luglio in via D’Amelio».

Il disastro economico, sociale, occupazionale che sta vivendo la Sicilia in questi anni in modo più accentuato rispetto al resto del Paese è un’opportunità per la mafia di rafforzare le proprie strutture?

«A questa domanda ha risposto, prima di morire, Pio La Torre intuendo che la mafia va attaccata dove si sente invincibile, il potere economico. La storia ci insegna che chi possiede tale potere estende il suo status quo su tutti i livelli, politico, culturale, sociale. Un potere che, comunque le mafie, si sono conquistate negli anni illegalmente e con l’uso della violenza, corrompendo, uccidendo, distruggendo parassitariamente interi sistemi economici e di sviluppo. Tutto ciò ha creato degrado culturale, sociale ed economico, sfiducia nelle istituzioni e nello Stato. È la mafia che ha creato il disastro ed è la mafia che ne approfitterà mostrandosi ancora una volta come la salvatrice della Patria perché, secondo me, comincerà ad investire i soldi (che ci ha rubato negli anni) qui, nel nostro Paese e se non li fermiamo, saremo loro schiavi. Non ci vuole molto a capire come ormai non governano più le forze politiche e democratiche ma i nostri paesi sono governati dalla finanza e pezzi di essa sono già in mano alle mafie.
Lo so, la mia visione dal mio piccolo punto di vista non è una bella immagine. Ma ho fiducia in ciò che negli anni e in punta di piedi abbiamo seminato. I nostri giovani, nonostante i bombardamenti mediatici e gli stordimenti non si limitano a cercare Pokemon con il loro cellulare (per carità, i deficienti ci sono in tutte le generazioni) ma cercano soluzioni sostenibili e impermeabili ad ogni tipo di corruzione. Faccio l’insegnante e lo posso dire!»

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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