di Agnese Maugeri

Catania- Lasciare aperti i musei in orario notturno permettendone la fruizione a chi non può recarvisi nelle normali ore di visita, è questo l’intento della Notte Europea dei Musei, ed anche a Catania  l’iniziativa ha riscosso un notevole successo.

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Una delle mostre più visitate durante questa particolare notte è stata “Del mare, dell’aria e di altre storie” di Julio Larraz, suggestiva rassegna che ha registrato più di 1700 presenze, esposta nelle sale della Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle di Catania, fino all’8 giugno.

L’artista Julio Larraz nato a Cuba, dopo un’intensa attività come illustratore e vignettista per i maggiori giornali statunitensi, si è imposto all’attenzione della critica con opere di forte impatto che raccontano un mondo ricco di colori, sensazione e intense atmosfere. 

16.-foto-Antonio-Parrinello_-Civita-SiciliaI quadri sono effettuati con pittura a olio e acquarello e con la tecnica dei pastelli su carta, il tema ricorrente nelle sue opere è il mare, probabile l’influenza cubana, che a noi nati e cresciuti in un’isola delimitati solo dal mare e dal cielo, non può che incantare.

Quello che fin dal primo momento cattura lo spettatore sono i colori delle tele, Larraz usa tutte le tonalità del blu, dell’azzurro e del verde, che sembrano accarezzare e avvolgere lo sguardo del visitatore, e rendono perfettamente l’immagine del mare, restituendogli naturalezza, giocando con lo spazio finito del quadro quasi a darne, invece, una percezione illimitata.

Una natura, una luce caraibica è quella che l’artista propone ma, anche se caratterizzano Cuba e l’Oceano Atlantico, sono del tutto affini alla nostra Sicilia e alla macchia mediterranea, così come le tinte dell’oceano sono simili a quelle del mare nostrum.

La concezione del mare che Larraz vuol raccontare è quella del viaggio, dell’ignoto e del mistero, l’immaginazione lo fa navigare verso figure epiche e letterarie reinterpretate da lui, nei dipinti possiamo riscoprire Ulisse durante la sua traversata sospeso tra la propensione verso il viaggio e il desiderio di ritorno, Polifemo che scaglia cannonate, Icaro che vola sopra paesaggi cubani nella sua tragica ascesa verso il sole, ma ci sono anche Capitan Nemo ed Ernest Hemingway, nel ricordo del suo celebre romanzo Il vecchio e il mare.

20140307_181457-553x415L’universo di Larraz non si esaurisce qui, di notevole bellezza sono anche i quadri che rappresentano l’astratto, l’aria, dove compare la terra, i pianeti, la luna che fluttuano immersi nell’oscurità dello spazio, rendendo superbamente il concetto di liquidità. Tutto sembra galleggiare, l’artista riesce a imprimere le trasparenze aeree con cromie argentee e luminiscenti giocando da grande virtuoso.

Le tele, raffiguranti la natura morta, hanno una tensione metafisica, una ricchezza cromatica e un’abbondanza nei dettagli che avvicinano l’artista al movimento plasticista, invece quelle dedicate al circo alternano le maschere malinconiche come Pierrot, alla fantastica visione circense di Fellini.

Il tratto netto di Larraz, risente della sua infanzia all’Avana ma anche degli anni di esperienza newyorkese come vignettista e illustratore. Da questa seconda fase prende forza la sua vena caricaturale e dissacratoria che riesce a esasperare, deformare e ironizzare la raffigurazione del potere, in particolar modo quello militare, con immagini allegoriche ed esplicite sottolineandone il malessere, l’inquietudine e la corruzione; nel sociale invece fa risaltare lo squilibrio delle classi, la povertà, la ricchezza, gli scandali e le multinazionali.

Un altro tipo di potere che l’artista cubano rappresenta è quello che le donne esercitano sugli uomini, le sue figure femminili vengono tracciate come sensuali, pure, innocenti, ma capaci di sedurre. Quest’arma le rende malvagie, capaci di travolgere il maschio che resta in loro balia, e questa connivenza le fa diventare uguali all’uomo, tanto da perdere la loro purezza e assumere tragici modelli comportamentali.

La mostra racchiude un centinaio di opere, tra le quali vi sono anche alcune sculture, busti di senatori romani S.P.Q.R. in bronzo SONY DSCrivestiti con gomme pop un materiale che li colora con le cromie della Pop Art.

Larraz procede con stili visivi concettuali, la mostra è un excursus temporale che va dal 1975 ai giorni nostri, è facile lasciarsi incantare dalle sue tele, sentirsi parte integrante di esse, come se per incanto ci si ritrovasse all’interno dei suoi dipinti.

Un artista contemporaneo a tutto tondo che riesce ad essere romantico, retrò ed estremamente pungente, onirico e terreno, dove la possente vena autobiografica si incontra con il desiderio di riuscire a comunicare, attraverso le sue opere, in una lingua globale.

 Agnese Maugeri

 

 

 

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