di Katya Maugeri

Colori che viaggiano per il mondo, un linguaggio universale che conquista e affascina tantissimi artisti.
La mail art, letteralmente, è l’arte postale, impossibile racchiudere questo movimento artistico all’interno di una definizione standard, proprio per la sua amplia struttura.
Un veicolo culturale che stimola la produzione artistica della gente, si è sviluppata nel corso degli anni come canale di diffusione artistica, dalla scrittura alla fotografia alla pittura e nel corso degli anni ha segnato un percorso nel quale molti artisti si rifugiano, esistono – infatti – diverse manifestazioni legate alla mail art: mostre, circoli di discussione e festival, e non mancano riviste specializzate nel settore, soprattutto europee.

ph Vincenzo Musumeci

ph Vincenzo Musumeci

In Italia, purtroppo l’argomento è poco approfondito. Le opere realizzate sono considerate un regalo, vengono raccolte, scambiate, collezionate, e mai vendute o usate a fini di lucro. Periodicamente, nel mondo, vengono lanciati progetti di Arte postale, a livello nazionale o internazionale, ai quali si partecipa seguendo delle regole: tema, tipo di tecnica, data di scadenza, formato della cartolina e inviando le proprie cartoline artistiche all’indirizzo dell’organismo che in internet ha lanciato l’argomento. Un’affascinante forma artistica che supera il limite geografico, linguistico ed editoriale: unica regola, possedere un francobollo!

Ed ecco, autori di diversi paesi, comunicare tra loro, seppur con una lingua differente. Una poesia visiva, emozioni che il tatto può captare e custodire nel tempo. Una corrente silenziosa che attraversa il mondo in una dimensione parallela, un circuito artistico da utilizzare per liberare le proprie idee donando forma e colore, arte che – senza limiti – ritrova la propria autenticità. Anche le lettere d’amore spedite dai soldati che parteciparono alla seconda guerra mondiale, furono considerate un esempio di arte postale!

Un percorso di immagini e parole che viaggiano su un binario astratto rappresentato dallo spazio, dal tempo e dalla creatività: poesie, disegni, xerox testi, collages, xerigrafie, si può usare la penna, i pennarelli, i pastelli, la china, la Mail Art non pone limiti alla nostra immaginazione, è un’esperienza che soddisfa totalmente il desiderio di evadere e di confrontarsi con altre persone, lontane e sconosciute, per molti si tratta di vita artistica a tutto tondo, per altre una scelta di vita.
Ritrovarsi tra buste da lettere, sporcarsi le mani con i colori, creando la propria dimensione, al di là di ogni definizione, la Mail Art, è un’avventura originale alla quale partecipare per annullare ogni distanza.

La nostra redazione ospiterà la Mostra di Mail Art “La montagna del mito: dal fuoco alla poesia” – fino al 30 marzo – ed abbiamo avuto il piacere di intervistare Enzo Salanitro, docente di discipline pittoriche e grafiche, che da circa vent’anni si occupa di mail art con mostre in Italia, Germania, Francia, Giappone, Cina ed altro ancora.

– La Mail Art non conosce etichette, non si tratta solo di un semplice movimento artistico.
In che modo ti sei approcciato a questo modo di vivere la creatività?

 «Io mi sono avvicinato alla Mail art per curiosità, è un movimento artistico ma racchiude molto altro poiché supera le barriere dell’arte, della parola e dell’informazione, serve per una comunicazione più diretta, meno vestita da luoghi comuni, più abbordabile. La Mail art è rivolta ai bambini, agli artisti a tutte le persone che vogliono dedicarsi questo tipo di espressione pittorica e verbale»

– Chi è oggi il mail artista e da cosa è ispirato?

«Spesso è proprio l’artista che in momento di pausa disegna, continua a creare, raccoglie i propri lavori e li tira fuori durante le iniziative mail art oppure li realizza sul momento dalla tematica indicata. Spesso una persona che scrive che illustra il proprio diario – molti disegnano senza la consapevolezza di realizzare delle bellissime opere –. Il mail artista è anche una persona che vuole stare in contatto con il mondo la sua cerchia non lo soddisfa e ampia le sue conoscenza».

– In un’epoca in cui tutto scorre nella frenesia del tempo la mail art mantiene le proprie radici, le vecchie tradizioni…

«È un momento di grande riflessione. Durante la creazione delle opere con sentimento e passione, si fa un passo indietro e si incontra il presente attraverso il contatto umano».

– Cosa spinge il mail artista a confrontarsi con altri artisti attraverso l’arte postale, nonostante l’era della comunicazione facile e immediata?

«Nessuno in realtà si crea il problema del confronto, siamo spinti dalla passione e dalla voglia di partecipare, un movimento di idee, un’onda che si muove e il mail artista sente la necessità di stare dentro l’onda».

– Cos’è cambiato nel corso degli anni all’interno di questo movimento?

«La mail art durante questi anni ha continuato ad avvicinare le persone e ad arricchire – stimolando – la creatività di coloro che hanno molto da dire. Non è cambiato moltissimo, si continuano a inviare regolarmente gli stessi formati – a volte anche degli oggetti -, nonostante l’evoluzione del web».

– Prima dell’avvento di internet e dei social, quali erano i canali usati per diffondere le iniziative di Mail art?

«Le iniziative si diffondevano attraverso elenchi distribuiti per mezzo postale, sicuramente oggi con internet è molto più semplice e diretto informare gli artisti delle numerose iniziative organizzate in tutto il mondo»

– Possiamo definirla un inno alla creatività…

«Sì, assolutamente. L’unica differenza che c’è con l’arte più complessa o più impegnata è sicuramente dettata dai materiali. Noi utilizziamo dei supporti semplici ma questo non toglie che anche le piccole cose possono essere pregevoli, realizzati bene e con grande originalità».

K.M.

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